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La Gioconda a Varese? Un’idea tricolore

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25 giugno 2011

Caro direttore,
abbiamo letto del NIET (PREVENTIVO) di Vicente Pomarède, direttore del Louvre, all’idea di un prestito all’Italia del celebre ritratto della signora Lisa Gherardini di Leonardo da Vinci, pare su interessamento anche del ministro dell’Interno.
Ma non conosciamo ancora i retroscena che pure dovrebbero interessare noi varesotti.
In effetti Sgarbi ha rubato uno scoop raccontando (alla Stampa) perché Maroni voleva la Gioconda.
«Perché tra breve ricorre il centenario del furto. A compierlo fu Vincenzo Peruggia, imbianchino del Varesotto, e il ministro degli Interni pensava di commemorare la ricorrenza esponendo a Varese il quadro. Gli spiegai che era difficile dire ai francesi che andava a Varese…"

E’ curiosa la coincidenza che alle prove d’esame di terza media in alcune delle nostre scuole sia passato un testo -per la prova di inglese- che raccontava proprio quella vicenda. Simpatico no?

Dalla solita Wikipedia altri dettagli:
Vincenzo Peruggia (Dumenza, 11 ottobre 1881 – Annemasse, 8 ottobre 1925) è stato un decoratore e imbianchino italiano, divenuto famoso per aver trafugato la Gioconda dal museo del Louvre nel 1911. Già impiegato del museo, compì il suo furto la notte del 20 agosto. Processato dal Tribunale di Firenze, fu riconosciuto colpevole con le attenuanti, e condannato a un anno e quindici giorni di prigione.
Il furto avvenne fra domenica 20 e lunedì 21 agosto 1911, prima di un giorno di chiusura del museo. L’autore del furto era originario di Dumenza, un paese del nord della provincia di Varese. Emigrato in Francia giovanissimo, aveva lavorato anche per il Louvre. La collaborazione era cessata da qualche tempo, ma Peruggia aveva partecipato ai lavori per la sistemazione della teca di vetro dove era custodito il dipinto, allora nel Salon Carré, e conosceva bene le abitudini del personale del museo.
Le indagini della gendarmeria francese andarono fuori strada e non portarono ad alcun risultato concreto: la responsabilità del fatto fu via via attribuita all’Impero tedesco, a Guillaume Apollinaire (che aveva dichiarato di voler distruggere i capolavori di tutti i musei per far posto all’arte nuova), e al suo amico Pablo Picasso. Il Peruggia, quando fu arrestato, ai carabinieri che lo prelevarono disse di aver compiuto il furto per patriottismo, per "restituire il frutto dei saccheggi napoleonici". In realtà La Gioconda è legittimamente di proprietà dello Stato francese: il dipinto era stato infatti portato in Francia da Leonardo stesso nel 1516, quando il re Francesco I aveva invitato il pittore a lavorare adAmboise, vicino alla residenza del Re.
dalla pagina inglese di Wikipedia invece i soliti dubbi su noi italiani (come farebbe l’Economist):
"Experts have also questioned the "patriotism" motive on the grounds that—were patriotism the true motive—Peruggia would have donated the painting to an Italian museum, rather than attempt to profit from its sale…
Anche a noi resta qualche dubbio sulla versione di Sgarbi, perchè l’idea di un leghista che vuole celebrare un patriota del tricolore non ci convince del tutto.
A meno che il dissidio tra Bobo e il sanatour di cui si legge non sia iniziato proprio da qui.
saluti distinti

Vasari il giovane

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