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La guerra e l’inutile sacrificio dei bambini

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14 gennaio 2009

Non mi interessa adesso parlare di politica, di chi ha torto o ha ragione, del perché una guerra nella sua atrocità possa anche essere giusta. Non mi interessa che le immagini di guerra trasmesse dalle TV arabe siano appositamente truci e propagandistiche. Non mi interessa in questo momento sapere che HAMAS ammassa civili nei principali obiettivi militari cosi da avere immagini fresche di massacri.
Non mi interessa nulla di tutto ciò ora!
Solo una cosa voglio dire: ieri guardando le immagini della striscia di Gaza durante la trasmessione Matrix, guardando quei bambini morti e gli occhi di quelli feriti, senza volerlo, senza rendermene conto, ho incominciato a piangere copiosamente. Ne sono rimasto turbato, non è cosa da me.
L’opinione pubblica, la gente per bene, non deve perdere tempo a chiedersi chi ha torto o chi ha ragione in una guerra: non serve a nulla. Bisogna solo attivarsi affinché la guerra finisca immediatamente e che innocenti smettano di soffrire.
Non esistono guerre buone, non esistono guerre senza vittime civili, non esistono terroristi buoni. La guerra è guerra e per essere vinta ha sue regole, atroci ma necessarie alla vittoria.
Perciò se non indispensabile va sempre evitata!
Spero che dal cielo quei bambini perdonino i loro assassini e quei presunti guerriglieri che tutto ciò hanno causato lanciando inutili razzi sopra una Nazione sovrana, spero che questi bambini, come il buon Dio, perdonino la immensa stupidità e scelleratezza umana.
Gaza, Israele, l’ex Jugoslavia, il Congo, ogni giorno centinaia di vite umane vengono perse per colpa della guerra. Molte di queste vite sono di bambini. Nel parlare della guerra pensiamo prima a questo, poi forse affronteremo l’argomento con più cervello.

Stefano

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