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“La Lega che salva Berlusconi non è quella del ’93”

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20 settembre 2011

buffoni e bossiCaro Direttore ,

sono d’accordo con Te che l’uso del paradosso non sempre è compreso in quanto arte e strumento logico lessicale difficile e sdrucciolevole  soprattutto in politica, così come il voler confrontare diversità temporali e soprattutto personalità diverse (se mi permetti anche per statura politica) con i se e i ma laddove non vi è possibilità di controprova .
Comunque ti mando modesta riflessione – disponibile a confronti più seri e articolati sempre che se ne evidenzi necessità e interesse – che ritengo possa essere utile per chi è in buona fede ed obiettivo e per non cadere nella reducismo nostalgico o peggio revanscista  .
Recentemente il Presidente Giorgio Napolitano (unica e ultima Istituzione credibile e autorevole e nella quale si riconosce ancora il Paese) ha, con rigore democratico e istituzionale, chiarito che finchè il governo Berlusconi avrà una maggioranza parlamentare non sussistono ipotesi di interventi del Quirinale che possano determinare la caduta del governo o lo scioglimento delle Camere indipendentemente dalle questioni giudiziarie, dagli scandali o della credibilità personale e politica in Italia e all’estero in specie con i partners europei in questa drammatica fase socio-politica .
Nel 1993 (la rilettura storica è ancora in atto anche se la indiscutibile degenerazione del finanziamento ai partiti di allora rispetto a quello che è avvenuto negli scorsi anni ed è alla quotidiana attenzione dei media con bollettini giornalieri mi pare molto attutita) vi era una ampia maggioranza parlamentare, ma, a differenza di oggi sulla spinta della Magistratura, del PCI del MSI e della Lega (il cappio in parlamento) con il supporto massiccio dei media giornali e televisioni (compresa Mediaset: ricordate Pamparana e Brosio?) il Presidente della Repubblica Scalfaro (consigliato e/o condizionato?) impose lo scioglimento delle Camere (da più parti si è parlato di “golpe bianco”) peraltro non prima di averle considerate legittime per approvare la legge finanziaria in una momento particolarmente difficile per l’Italia, e addirittura la riforma della legge elettorale “sotto dettatura” .
E’ nata così la c.d. 2^ Repubblica il cui fallimento è sotto gli occhi di tutti e fuori discussione: dal falso bipolarismo che ha portato la politica alla rissa continua con la sistematica aggressione dell’avversario che deve comunque essere sconfitto quasi fisicamente al più grave vulnus che una democrazia possa subire di non avere da 15 anni  la rappresentanza degli “eletti” ma “nominati” che non rispondono al corpo elettorale ma al padrone del partito  .
Per usare una espressione popolare “hanno buttato via il bambino con l’acqua sporca” .
Certo se di fronte alla sconvolgente realtà di oggi la Lega avesse l’atteggiamento moralistico e financo rivoluzionario del 1993 il Paese avrebbe prospettive molto diverse e probabilmente migliori, ma fin tanto che salva sempre comunque Berlusconi e le sue “cricche” ……..
Ogni valutazione politica sulla Lega, così come per gli altri  partiti post prima repubblica, dovrebbe, a mio parere non poter prescindere da questo “ atto o vizio di origine” . 
Non mi pare che il tuo paragone da cui è iniziato questo dibattuto (è una parola forse troppo grossa)  quindi sia sostenibile: non vedo alcun Ghino di Tacco (secondo Te è un bene o un male?) nel panorama politico italiano tanto meno leghista .
Senza rimpianti né rimorsi il “primo repubblichino”.
Andrea Buffoni

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