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La Lega dica sì al referendum

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13 aprile 2009

Egregio Sig. Direttore

pare che la Lega sostenga che possa essere strategico mandare a monte il referendum sulla legge elettorale per continuare il suo ruolo di forza determinante per far governare la destra.
Io sono di parere opposto.
Infatti, Berlusconi ha già detto in più riprese che della Lega tra breve non se ne farà più nulla e non ne avrà più bisogno. Ultima prova la votazione contro le “Guardie Padane” cui non è valso nemmeno il tentativo di salvataggio tentato da alcuni esponenti del Partito dell’On. Di Pietro – Italia dei Valori che si sono astenuti sulla votazione.
Ma c’è molto di più. Al congresso di fondazione del nuovo partito di Berlusconi – PDL, lo stesso leader ha detto chiaro, un messaggio, per me rivolto solo alla Lega “Siamo al 51%” (Non ha spiegato se di voti o di seggio o di altro).
Già più volte, dal mio punto di vista, la Lega ha dimostrato nelle decisioni più importanti di essere il 52esimo voto (ossia quello inutile) – si veda per questo le sovvenzioni a Catania, al Comune di Roma, il salvataggio di Alitalia e non di Malpensa, una legge futura sul federalismo già superata dalla nuova società che si fonda sempre più sulla “sussidiarietà orizzontale”, ecc., decisioni governative che non certo sono da volontà di Lega….

Orbene, io penso che l’evoluzione di tale situazione per la Lega si prefigura la fine dei partiti di Sinistra che lo scorso anno furono messi fuori dalla coalizione con il Partito Democratico e oggi – giusto o meno che sia – hanno solo il diritto di dire in piazza e non al parlamento le loro idee.
Il SI al referendum inoltre costringerebbe i partiti a candidare persone (e non a nominare chiunque) che hanno legami con il territorio perché le stesse possano essere votate. Cosa di meglio vuole la Lega che vanta forti legami con il territorio nelle Regioni del Nord e non solo?
Non solo ma la legge elettorale attuale permette le candidature plurime delle stesse persone in più collegi e questo costruisce un sistema di vassalli, valvassini e valvassori dipendenti dai “Re di Roma” ossia dal potere politico centrale. Questo metodo, capibile anche dall’attento cittadino qualunque della strada, è ben diverso dai principi e dai proclami che riportano i manifesti e le voci della Lega.
Inoltre 400.000.000,00/500.000.000,00 di Euro (Dicasi 400/500 milioni di euro) sono sprechi di denaro pubblico se il referendum NON fosse svolto il 7 giugno 2009 e un dimostrativo di male amministrazione sarebbe quello di chiedere ai cittadini di andare a votare due volte nello stesso mese impegnando gli stessi per due domeniche anche con duplicazione inutile di proprie spese.

Agostino De Zulian - Varese - Verbania

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