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La Lega e Berlusconi

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21 gennaio 2009

Egregio Direttore,

riflettendo sui primi nove mesi del governo Berlusconi e sui suoi risultati non riesco a non pormi alcuni dubbi sulla posizione di un alleato tanto determinante, soprattutto in alcune aree geografiche, come la Lega Nord.
Sappiamo tutti quali sono le battaglie su cui questa forza politica sui generis ha costruito la sua identità e proprio per questo non riesco a non vedere contraddizioni a mio parere insanabili tra le promesse (o ad essere meno malevoli le aspirazioni) e le reali realizzazioni.

Questo governo si è infatti fin da subito distinto per aver gentilmente concesso 500 milioni di euro alla capitale e altri 140 a fondo perduto al Comune di Catania vittima di una gestione finanziaria alquanto “allegra”. Viceversa i comuni virtuosi sono stati puniti con i vincoli assurdi previsti dal nuovo patto di stabilità praticamente irrispettabili per un gran numero di comuni.
A questo si aggiunga l’eliminazione di una delle poche tasse realmente federaliste, cioè che rimanevano interamente sul territorio, ovvero l’ICI, sostituita dai “centralistici” trasferimenti del Tesoro nettamente inferiori (l’ANCI parla di 2604 milioni di Euro anziché 3700) e in arrivo con qualche mese di ritardo.

Anche la mannaia dei propagandistici tagli ai costi della politica non poteva che essere dirottata sugli enti locali con la richiesta, per fare un solo esempio, al comune amico dell’ex-Ministro Moratti di tagliare ben 10 milioni di euro quando i costi complessivi di assessori, consiglieri e consiglieri di zona a Milano ammontano a 2 milioni. Contemporaneamente i costi per gli organi istituzionali nazionali aumentavano del 5,6% anziché del previsto 0,5%, da 1 miliardo 945 milioni del 2007 a 2 miliardi e 55 milioni.

Se gli enti locali navigassero nell’oro sarebbero misure più che accettabili, ma così non è e mentre la Lega chiede a gran voce per l’ennesima volta il federalismo fiscale Berlusconi annuncia la riforma della giustizia. Agli alleati l’ingrato compito di spiegare al suo elettorato per quale motivo dopo 5 anni di governo Berlusconi e, visto l’esordio con ben altre priorità, probabilmente ancora per molto, i cittadini lombardi pagano in media 6623 euro di tasse all’anno e ricevono in cambio dallo Stato trasferimenti per 1263.

Il caso Alitalia poi, oltre ai costi da capogiro per l’erario, ha penalizzato Malpensa a detta di tutti gli esponenti leghisti che non a caso hanno intavolato un duro braccio di ferro cercando di imporre la scelta Lufthansa uscendone però sconfitti e relegando il grande aereoporto varesino a un futuro incerto.
Come se non bastasse il Comune di Milano perde, grazie a questa manovra, anche 35 milioni di Euro di mancati introiti della Sea di cui è azionista di maggioranza.

Maggiori successi non si vedono sul fronte dell’immigrazione, dove, secondo i dati del Viminale, gli ingressi clandestini nel 2008 sono stati 36.900, circa il 75% in più rispetto al 2007, quando erano stati 20.500. In buona parte provenivano e continuano a provenire dalla Libia, che nonostante il trattato di amicizia, parternariato e cooperazione siglato tra Gheddafi e Silvio Berlusconi e costato al nostro Paese 5 miliardi di dollari in 20 anni, sembra impegnarsi assai meno che negli anni precedenti nel contrastare il fenomeno.

Detto questo mi risulta davvero difficile comprendere le ragioni di questa strana fedeltà che sembra motivata, ad oggi, dal solo provvedimento dei 3000 militari in città e della multa per immigrazione clandestina. Mi sembra un po’ poco anche per il leghista meno esigente.

Cordiali saluti.

Luca Conte, PD Varese

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