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La Lega: o torna a sinistra o muore

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13 giugno 2011

Egregio Direttore,
 
visto il superamento del “quorum” ai Referendum contro le leggi del Governo sul nucleare, sulla
privatizzazione dell’acqua e sul legittimo impedimento, disobbedendo all’invito all’astensione da parte
della destra più retriva e reazionaria che dal 1948 ad oggi l’Italia abbia visto, è ormai acclarato che il popolo italiano non ne può più di vessazioni e soprusi perpetrati ai suoi danni da questa classe dominante ma non “dirigente”.
 
Nel rallegrarmi del voto della maggioranza degli Italiani, rivelatisi finalmente democraticamente “maturi”, ed anche alla luce dell’opinione testè manifestata dal Ministro Maroni, mi chiedo come possa la LEGA, che si professa partito “popolare”, restare a far da spalla ad un partito antipopolare come il P.D.L. senza perdere la faccia e senza perdere numerosi pezzi del suo elettorato, che certamente di “destra” in gran parte non è e che è stato abbagliato e trascinato impropriamente nell’area di una destra estremista e reazionaria da un “capopopolo” assetato di successo e di potere.
 
Grazie per l’accoglienza
Giovanni Dotti – Varese

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