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La manovra e gli anni di piombo

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30 agosto 2011

Gentile Direttore, prendo spunto dall’articolo pubblicato relativo a quella persona che, sfortunatamente, non ha più risorse economiche già al 27 del mese, per allacciarmi alla manovra in elaborazione da parte del governo che , a dir poco, mi sta rendendo furente.
Trovo assurdo ed anche segnale di incoerenza e lasciatemelo dire poca avvedutezza, adottare i proposti provvedimenti che incidono, lo ridico anche io, sulle categorie medio basse.
Il regalo fatto ai pensionati più fortunati, di esentarli dal contributo di solidarietà che, peraltro, con un meccanismo perverso studiato permetteva di recuperare il contributo dalle tasse ( era proprio così!), è uno schiaffo alle persone meno fortunate, ai giovani ed agli onesti.
Non mi capacito di come il ministro Tremonti, si stia facendo avvolgere in questa tela da cui non sarà facile uscire. Certo sono i soliti giochi di potere, quel potere che “logora chi non ce l’ha”, cui tutti ambiscono, anche coloro che si sono fatti , per anni, paladini contro il malcostume romano, cosa che io sentivo e condividevo. Ma il vedere che una volta arrivati al potere, i pensieri e le conseguenti azioni non sono più dettati dalla voglia di cambiare, di “pulire” la politica dal malcostume e dal bieco arrivismo, allora, ti cadono le braccia e sale la rabbia.
Questa manovra è iniqua e non è luogo comune. Infatti, si è partiti con proposte anche pesanti, anche impopolari, per arrivare a togliere, modificare, snaturare un provvedimento comunque imperfetto, per arrivare alla proposta che leggo oggi e che ritengo frustrante per chi, come me, vive di reddito dipendente e, per giunta nel pubblico impiego.
Occorre sfatare un mito: il dipendente pubblico, nella mia personale posizione , dipendete di ente locale, a meno che non sia della categoria dirigenziale, ha stipendi veramente bassi. I privilegi non ci sono mai stati per quanto riguarda il mio contratto, a meno che non si parli di garanzia del posto di lavoro. Quello sì. Ed è molto dirà qualcuno. Sarà anche così, ma io vedo miei pari gradi che nel privato guadagnano dai 600 agli 800 euro mensili netti in più. Che possono chiedere il versamento anticipato del TFR per far fronte a spese improvvise: io non ho questa opportunità. Alcuni, poi, beneficiano della cassa integrazione e si adoprano con lavori in nero. Io no. Lavorano una o massimo due ore in più la settimana: io sarei disposta a lavorare anche 4 ore in più, con arrotondamento dello stipendio.
Comunque l’ennesima stoccata del governo che spazza via l’anzianità relativa a riscatti di laurea e militare, la trovo uno strumento vile che, ancora una volta non premia chi ha impegnato anni di studio per formarsi una professionalità (peraltro richiesta dal mio Ente per la posizione che occupo).
Concludo dicendo, con estrema amarezza che non vorrei mai che tutta questa insoddisfazione che si viene a creare a causa dei balletti, ricatti morali, convenienze politiche, atteggiamento che esaspera i cittadini della Repubblica, ci possa portare a rivivere, come io ben ricordo, il cupo periodo degli anni settanta, dove, qualcuno, risolveva e viveva il dissenso politico con le armi. I famigerati anni di piombo. Questo è il pensiero che ora più che mai mi preoccupa ed i nostri litiganti politici dovrebbero mettere in conto che l’esasperazione di alcuni, potrebbe essere cavalcata e strumentalizzata da altri, per la destabilizzazione del nostro Paese. Allora ci sarebbe un problema più grave della manovra da dover affrontare.
Cordiali saluti.
Milos

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