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La marcia indietro di Berlusconi

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15 gennaio 2010

Egregio direttore,

già nell’ottobre scorso il presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi si era impegnato a ridurre l’Irap, ma non e’ successo nulla. Anzi, nella Finanziaria 2010, il governo di centrodestra ha dato libertà alle Regioni di aumentarla ulteriormente in caso di deficit sanitario eccessivo.

Com’era prevedibile, anche l’annuncio del taglio delle tasse, avvenuto ad inizio 2010, è rimasto fine a sé stesso: così come succede ormai dal lontano 1993 quando il Cavaliere decise di scendere in campo. Bonaiuti, anche questa volta, si è affrettato ad innestare la marcia indietro precisando che la diminuzione delle imposte non sarà possibile nemmeno nel 2011.

Credo che sia sotto gli occhi di tutti il fatto che, nel nostro Paese, sarebbe urgente varare una riforma fiscale per garantire progressività effettiva, per spostare il carico delle imposte dai redditi da lavoro ed impresa ai redditi da capitale, per promuovere la ricerca, l’innovazione, la sostenibilità ambientale delle produzioni e dei consumi, la semplicità.

Non si capisce, pertanto, perché il governo di centrodestra preferisca puntare sui condoni mentre occorrerebbe recuperare l’evasione fiscale; lasciare aumentare i costi per acquisti di beni e servizi di cinque miliardi rispetto agli obiettivi prefissati mentre sarebbe necessario controllare la spesa pubblica.

E’ evidente, infatti, che, di questo passo, non avrà mai la disponibilità di risorse per potere finanziare davvero la riforma fiscale.

In un Paese normale, a questo punto, molti cittadini, i quali l’hanno votato in buona fede, dovrebbero incominciare a chiedersi se per Berlusconi la diminuzione delle tasse è una cosa seria o solo una promessa da utilizzare nell’imminenza di ogni campagna elettorale.

Fabrizio Mirabelli - Consigliere comunale PD

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