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La memoria corta non aiuta a risolvere i problemi del Paese

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22 maggio 2013

 Buongiorno Direttore,

credo che i nostri politici e gli industriali che sono andati ad investire in altri paesi per via
della manodopera costosa esistente in Italia, abbiano un po’ la memoria corta.
I primi perche’ non si ricordano di aver addirittura incentivato l’apertura di nuove fabbriche
nell’ est Europa o altrove… ed i secondi, perche’ hanno pensato solo al profitto a breve, senza
pensare che se tutti gli imprenditori avessero seguito le loro orme, avrebbero prima o poi
perso il mercato del paese che avevano lasciato, perche’ i consumatori dei loro prodotti
erano, in primis, i dipendenti stessi rimasti senza lavoro e quindi senza soldi.
Il problema non era così grosso da risolvere, ma probabilmente gli interessi erano altri :
vuoi vendere in Italia ? Non c’e’ problema, ma le condizioni di sicurezza, gli orari ed il trattamento “umanitario”dei tuoi dipendenti, (dove produci la merce che vuoi rivendere in Italia), devono rispettare le norme vigenti nel nostro paese. E’ difficile ora creare nuova occupazione sul … nulla …. , ma siamo ancora in tempo a salvaguardare quello che ancora resiste e, forse, a “costringere” qualche imprenditore a tornare o a venire ad investire
nel nostro paese, con le stesse regole che avrebbero dovuto essere usate allora …. Troppo difficile ? Beh, fino ad ora abbiamo solo sentito idee sul come abbassare tasse, togliere burocrazia, sistemare i furbetti della politica, punire gli evasori, ma se non si creano le condizioni ideali per far tornare gli investimenti nel nostro paese (ed anche in Europa), come potremo risollevare l’economia ? Un esempio stupido : in Europa non c’e’ piu’ nessun costruttore di bambole giocattolo (o quasi)… eppure esiste un buon mercato di questo prodotto … ma con la concorrenza spietata dei paesi dove la povera gente e’ costretta a lavorare per un pugno di riso in condizioni di semi-schiavitu’, non ci potra’ mai essere nessuno che investe in questo settore. Pero’ se almeno le regole minime di trattamento dei dipendenti, fossero uguali per tutti gli imprenditori – in tutti i paesi, forse allora qualcosa cambierebbe.

Maurizio Rezzonico

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