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La mia opinione sull’aggressione a Berlusconi

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14 dicembre 2009

Caro direttore,
quando un Presidente del Consiglio viene aggredito come successo ieri non è assolutamente un bel segnale. In un Paese civile, nulla potrebbe giustificare un tale atto di violenza. Il problema è che la nostra Italia si sta allontanando sempre più dai paradigmi tipici di un Paese civile, per cui alla fine quel gesto, purtroppo, non riesce a sorprendermi più di tanto. Da molto tempo ormai si respira un clima di tensione veramente forte, e ci si può anche aspettare che una persona con delle turbe psichiche faccia sfociare quest’aria pesante in un’aggressione del genere. Ma chi l’ha creato questo clima, che ci sta gradualmente rendendo una nazione violenta e intollerante? E’ pur vero che la colpa non è mai da una parte sola, e che tutti ci hanno messo del loro per far deteriorare la situazione, però la vittima di ieri è a mio modo di vedere il principale responsabile dei nervi a fior di pelle di decine di milioni di italiani. Io ho appena vent’anni, e sin dalla mia infanzia ho il ricordo di quest’uomo che insulta costantemente chi non la pensa come lui, a volte dandogli del "coglione", o negli altri casi definendo "comunista" anche il più liberale tra i suoi oppositori. Penso che a breve persino Gianfranco Fini si guadagnerà questo scomodo appellativo. E’ da quindici anni che lo sento mancare di rispetto verso le altre istituzioni, come ha fatto ancora ieri nel comizio, quando ha detto che il potere di abrogare le leggi ritenute incostituzionali non dovrebbe spettare ad un organo non eletto dal popolo, ovvero la Consulta. Questo è un attacco gravissimo ai fondamenti della nostra democrazia che, come ogni altra nel mondo, pone dei garanti al di sopra delle cariche esecutive e legislative, per evitare che a chi governa venga concessa la possibilità di degenerare in una sorta di moderno cesarismo, che risponda dei suoi atti solo a Dio. Abbiamo a che fare con una persona che non ha saputo accettare la sconfitta elettorale del 2006, continuando per mesi e mesi a dichiarare che il voto era stato falsato, che c’erano stati pesanti brogli (alla fine mai appurati, nonostante le verifiche): questo ha avvelenato il clima del nostro Paese. Un uomo che, nonostante detenga personalmente la maggioranza dei mezzi di comunicazione in Italia, non perde occasione per ripetere che "l’ottanta per cento dei media è in mano alla sinistra": mentire in un modo così spudorato contribuisce ad alzare la tensione. Poi è chiaro, anche nel centrosinistra molte anime lo hanno seguito su questa strada dello scontro frontale, con i risultati che vediamo: forse non è un caso che l’unico leader che abbia tentato di smorzare i toni, ovvero Walter Veltroni, sia durato così poco tempo. Tutto questa senza entrare nel merito delle decisioni prese dall’esecutivo negli ultimi mesi, volte essenzialmente ad evitare guai giudiziari del premier invece che a risolvere i reali problemi dell’Italia, e anche questo a mio parere ha ulteriormente fatto crescere il pesante disagio politico e sociale. Io non giustifico nel modo più assoluto l’aggressione di ieri sera, però purtroppo chi semina vento raccoglie tempesta, e quindi non sono riuscito a stupirmi quando ho letto del fattaccio.
PS: e Bossi, quello che ogni due per tre parla di fucili e di rivoluzioni, abbia la decenza di stare zitto, e di non parlare a vanvera di terrorismo, grazie.
Cordiali saluti
 
Marco Regazzoni

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