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La mia storia di trentenne disoccupato e disperato

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13 giugno 2016

Cari lettori ,

ho deciso, non senza qualche ovvia difficoltà , di raccontare in queste pagine il mio disagio e, oserei dire, il senso di sdegno verso le istituzioni di un paese , l’Italia, che si definisce con forza democratico e sviluppato.

Sono un ragazzo di 30 anni sposato con 2 figli a carico, disoccupato da ormai più di un anno e con una moglie che saltuariamente lavora part-time! Di conseguenza debiti e mancati pagamenti vari si sono accumulati ed è soltanto grazie all’aiuto della mia famiglia che ho qualche piccola entrata che mi permette di dare da mangiare ai miei figli.

Essendo un mio diritto, mi sono rivolto anche alle istituzioni e in particolar modo all’ INPS (istituto nazionale previdenza sociale) che di tutta risposta, dopo innumerevoli documentazioni e burocrazia, tipica del nostro paese, mi ha corrisposto un assegno mensile di 80 euro che ovviamente, visto l’ ”efficienza” che li contraddistingue, non ricevo da ben 6 mesi! Per il resto secondo i parametri stilati da qualche genialoide, non ho diritto ad altro sostegno.

Ecco ditemi voi è possibile con 80 euro al mese sfamare una famiglia, pagare bollette e tasse varie? E’ possibile fare una vita dignitosa? E’ tutto qua quello che può fare uno Stato per un cittadino che finchè ha potuto ha sempre adempiuto ai suoi doveri di cittadino?

Lascio a chi di dovere rispondere a questi quesiti. Credo, a ragione, di esprimere con questa lettera il pensiero e la rabbia di molti Varesini (e più in generale di Italiani) che a seguito della crisi economica che ci ha colpito, non hanno il coraggio di parlare, bloccati forse da un ingiustificato ma dignitosissimo senso di vergogna che li opprime e che a volte spinge loro a tragici atti sconsiderati.

A voi dico non mollate, combattete, non abbiate paura di raccontare le vostre difficoltà ! E’ ora di finirla di continuare a dare è arrivato il momento di ricevere qualcosa in cambio. E’ un vostro diritto chiedere alle istituzioni un sostegno ed è un loro dovere darvelo.

Ricordatevi che non è una vergogna aver perso il lavoro ed essere in difficoltà. E’ vergognoso quello Stato che abbandona i propri cittadini alla miseria.

Un abbraccio

Luca Marcello

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