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La minoranza è ovunque!

Casciago, il Município si colora di Francia
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8 maggio 2017

“Chiunque si è preso la responsabilità di votare Macron, si è squalificato da solo. E’ stata frantumata la vita francese “.
Così a commentato Marine Le Pen subito dopo l’emissione dei dati inerenti il ballottaggio delle Presidenziali francesi, che hanno visto primeggiare Emmanuel Macron.
Una dichiarazione forte che focalizza esattamente quello che il futuro prossimo riserverà non solo ai cittadini francesi, ma anche agli altri popoli europei.
Certo il popolo elettore è maggiorenne e, in teoria, consapevole delle scelte che effettua vergando la scheda elettorale nel segreto della cabina.
Credo, però, che il risultato delle presidenziali francesi e di quelle austriache, siano state determinate da un “genocidio culturale” che ha radici con il crollo del muro di Berlino.
Il lavaggio delle menti dei popoli europei è iniziato con i primi anni 90 quando una schiera di politici e intellettuali facenti parte della socialdemocrazia mondiale hanno progettato e attuato la devastante anarcoide globalizzazione dei mercati, celata dalla falsa mondializzazione dei popoli, della assoluta libertà di movimento con l’abbattimento di tutte le frontiere nazionali, non solo all’interno dell’Europa, ma anche all’esterno (basta osservare i flussi migratori provenienti dal terzo e quarto mondo senza alcun limite reale imposto a difesa), ponendo come unica meta da seguire l’edonismo più sfrenato e incontrollato che la storia del Pianeta abbia vissuto, con la devastazione totale dei valori primari sui quali dovrebbe ergersi la stirpe umana.
Doveri, responsabilità, tradizioni, culture , distrutti, annientati, cancellati.
Ma non solo.
In maniera subdola e ipocrita, i vari Clinton, Blair, Delors, Zapatero, Prodi, Ciampi, Strass-Kahn, Schroder fieri sostenitori del multiculturalismo, della globalizzazione hanno massificato il pensiero di due generazioni di cittadini occidentali facendo credere che le loro ideologie e i loro atti istituzionali e governativi fossero intenti a dare una sempre maggiore espansione dei diritti e delle libertà.
Nulla di più falso.
Questi “eminenti” statisti ubbidendo ciecamente ai diktat delle lobbies finanziarie hanno costantemente distrutto i diritti fondamentali dell’uomo e dei lavoratori.
Secoli di conquiste e battaglie annientati in un quarto di secolo.
Diritti dei lavoratori sacrificati sull’altare del commercio mondialista.
Tradizioni culturali storiche millenarie cancellate dalla nouvelle vague globalista migratoria. 
Peggio; coloro che si ergono difensori delle civiltà occidentali originate dalle civiltà greche, latine, e dalla religione cristiana vengono tacciati di fascismo e di essere i discendenti del più becero autoritarismo.
Il tutto condensato nel falso convincimento di un tenore di vita migliore rispetto a quello ante-anarchia globalizzata.
Un “genocidio culturale” che ha prodotto la più grave situazione economico-sociale della storia ed ha ipotecato in maniera quasi definitiva il futuro di diverse generazioni.
Il dramma vero che sta vivendo il vecchio Continente è dato dal fatto che sarà arduo ricostruire la consapevolezza in milioni di cittadini di quali siano i veri valori fondanti della società democratica, quali la sovranità popolare e la difesa della democrazia.
Sarà come attraversare un deserto immenso dove sarà difficile trovare anche poche oasi ristoratrici.
E allora cerchiamo quali saranno quelle “oasi”.
Alcuni elementi e avvenimenti possono fornire conforto e dare un nuovo impulso in difesa dei valori e delle tradizioni nazionali.
Il primo esempio eclatante a cui ispirarci è la lezione data dalle più antiche democrazie occidentali : Gran Bretagna e USA.
Gli elettori di quelle democrazie hanno manifestato tutto il loro orgoglio in difesa delle loro tradizioni, dei loro valori, del loro futuro, evidentemente non alienati dal pensiero globale massificato dal minculpop internazionale.
Il secondo, volendo parafrasare un vecchio striscione che capeggiava in bella mostra nella curva Nord atalantina degli anni 80/90 : “La minoranza è ovunque”, anche in Francia, è acclarato indistintamente che una minoranza di cittadini (non pochi, visto che sono oltre 11 milioni), di persone, è viva, e possiede la consapevolezza di quali siano i propri diritti; persone non vogliono farsi annientare e omologare nel pensiero unico dominante e che hanno a cuore il futuro proprio e dei propri eredi; che non vogliono essere dominati dal potere delle banche e dai loro “politicanti”.
Una minoranza, su cui si deve fondare la resistenza contro i nuovi dittatori mondialisti; una minoranza in cui credere; una minoranza irredentista erede di quegli eroi nazionali, le cui gesta hanno permesso di costruire le nostre Patrie, le nostre libertà, di cui andiamo fieri.
Massimo Puricelli
Castellanza(VA)     

 

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