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La morte di stenti non è umana

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22 novembre 2008

Egregio direttore

ho letto le interessanti lettere giunte alla vostra redazione sul triste caso di Eluana.
“Morte per stenti”: a me fa venire in mente un essere che si dibatte in cerca di una strategia di sopravvivenza e non trovandola a poco a poco reclina il capo come un fiore quando non ha più nutrimento e acqua.
Purtroppo Eluana il capo lo ha già reclinato tanti anni fa, questa è la triste verità: l’anima (o coscienza) di Eluana è volata via da tanto tempo. Dovesse accadere un miracolo e si risvegliasse: i suoi neuroni ormai scollegati le permetterebbero al massimo di aprire gli occhi e alla sua bocca di emettere suoni senza senso, le gambe non ce la farebbero più a sostenerla e a coordinarsi nell’andatura e non voglio nemmeno immaginare che tipo di percezioni potrebbe avere. Ma se dovesse accadere un miracolo ancora più miracolo potrebbe tornare a vivere come prima dell’incidente: ma sarebbe un miracolo e non tutti credono ai miracoli.
Le persone che non credono nei miracoli chiedono solo la libertà di scegliere di non lasciare il proprio corpo in balia delle cure e soprattutto in balia del dolore dei propri cari.

I.S.

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