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La nuova amministrazione di Gemonio, dà prova di responsabilità e coraggio?

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13 settembre 2006

La nuova amministrazione di Gemonio, dà prova di responsabilità e coraggio?

Egregio direttore,
quasi ogni giorno in paese o nei bar c’è sempre qualcuno che mi chiede (forse per provocarmi), cosa ne penso del lavoro dell’amministrazione comunale e perché i gemoniesi si esprimano sempre negativamente sulla gestione e sulle scelte dei propri amministratori anche ora che con le scorse tornate elettorali e con il proprio voto non hanno riconfermato le persone che erano in carica.
Replico ai miei interlocutori dicendo che, a mio parere, le risposte sono due:1) chi esprime pubblicamente lamentele o dissenso è la minoranza della popolazione, mentre la maggioranza o è contenta o si disinteressa. 2) Parte dei cittadini, pur non gradendo tutto e magari esprimendo contrarietà su singoli argomenti, approva complessivamente l’operato degli amministratori, persone che conosce da anni.
E’ certo che, amministrando una composita comunità di cittadini -molto spesso contrapposti per interessi su grandi o piccoli temi- è impossibile ottenere un giudizio positivo unanime.
Il verdetto definitivo del quinquennio di carica è la prova del voto (pro-capite, dice la legge, nel senso di testa pensante), che attesta l’apprezzamento o meno delle politiche attuate nel mandato e proposte per quello nuovo.
Non sarebbe però male che i non-arrabbiati reagissero alla sfilza di contumelie, volantini anonimi e proteste di vario tipo, con contributi positivi.
La democrazia (inventata dai civilissimi greci) è fatta di confronto di opinioni durante tutto lo svolgimento della vita civica, non solo dell’esercizio segreto del diritto di voto.
I contenti dovrebbero dire:Sono un cittadino contento dell’amministrazione gemoniese e lo voglio dire. Do atto, per molti esempi sicuramente migliorabili, della responsabilità e, a volte, del coraggio delle decisioni, oltre che della volontà e tempestività di comunicare e di spiegare. Do atto al Sindaco della capacità di tenere insieme espressioni non sempre concordi, condividendo un disegno grande.
Personalmente, non so di decisioni a porte chiuse sulla testa dei cittadini o per il loro male.
Ma quando si toccano temi vicini alla salute, si fa leva sulla vulnerabilità umana e vengono sensibilizzati i nervi scoperti di tutti, soprattutto di chi è toccato dal male. Di fronte alla realtà ineluttabile della malattia, la disperazione tende a cercare responsabilità per la carenza e qualità di servizi di cui, una popolazione come la nostra ha bisogno e si aggrappa a tesi convenienti e anela a vendette. Ma è il giusto movente per seminare allarme?
La vendetta personale, purtroppo, appare come la matrice di molte pubbliche espressioni arrabbiate, che trascinano molte persone sull’onda emotiva.
Generalmente non mi convincono:
– gli ex-comici, che hanno dichiarato guerra al mondo dopo le proprie vicende in rai, trovando un nuovo filone di notorietà;
– i comitati o associazioni che sorgono intorno alla tutela di interessi particolari ed egoistici;
– chi produce rifiuti ma boccia o complica qualsiasi forma di smaltimento;
– chi invoca lavoro per tutti ma non esita a ostacolare qualsiasi insediamento produttivo;
– chi distingue gli immigrati in buoni o cattivi a seconda dei documenti in regola e comunque non li vuole nel proprio quartiere;

Doride Sandri Gemonio

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