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La pochezza di chi cambia le parole altrui

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3 novembre 2008

Caro direttore,
ci dispiace che il sig. Balzarini (o il concittadino Beppe) abbia così malamente frainteso la nostra iniziativa in occasione della visita di Bossi a Sesto.
In ogni caso egli può ancora documentarsi direttamente su varesenews (pag. politica) dove troverà il testo integrale della nostra lettera che dice cose completamente diverse da quelle che lui riferisce. Oppure può venire a trovarci il mercoledì mattina nella nostra sede in via dell’Olmo.

In particolare è grave ciò che scrive in tema di infrastrutture: infatti non è affatto come dice lui che chiediamo “un ulteriore sviluppo infrastrutturale” ma a Bossi scriviamo così: ” l asciamo stare per carità di patria (in senso letterale) il pasticcio Alitalia-Cai-Malpensa… Parliamo di Autostrade: perchè avete rinnovato senza batter ciglio la concessione alla Società Autostrade fino al 2038? Il silenzio della Lega su questa scelta del governo è sconcertante, se ricordiamo quando (secoli fa?) la vertenza autostrada era il suo cavallo di battaglia. Noi sestesi da anni lamentiamo che, con la costruzione dei caselli autostradali di Sesto e Castelletto si è persa l’occasione di ridurre il traffico e l’inquinamento sul Sempione, dopo la costruzione del nuovo tratto di autostrada sul Ticino. La nostra situazione è particolare, ma sono proprio questi i problemi che potrebbe essere meglio affrontati in un contesto di r eg ionalizzazione del sistema…che è l’opposto di ciò che ha fatto il governo. ” Punto.

In parole povere cerchiamo di essere pratici, nell’interesse di Sesto e dell’ambiente. E ci rivolgiamo non tanto all’avversario politico ma al rappresentante del Governo che sfidiamo a risolvere i problemi di tutti.
Lo facciamo secondo una visione della politica che non sia insulto, ma leale confronto, una politica che compete nel risolvere i problemi, non nel gridare.
Insomma ci muoviamo in una logica di buon senso, oggetto misterioso per chi, senza provare senso del ridicolo, può fare ragionamenti come questo: “non risulta, in Lombardia, carenza di infrastrutture ma abnorme densità abitativa”, (cui manca solo il corollario di auspicare una deportazione di massa o una bella epidemia come soluzione dei problemi!).

Lo stesso vale per gli altri temi che abbiamo trattato nella lettera (scuola e federalismo).
Abbiamo scritto con tono di rispetto e stima, è vero, ma senza sconti sui contenuti. Sembrerà strano, ma il rispetto è per noi la pre-condizione della nuova politica, lo pratichiamo per primi e lo esigiamo nei nostri confronti, per quanto pensiamo e scriviamo e per chi ci rappresenta.

Grazie per l’attenzione

Circolo del Partito Democratico di Sesto Calende

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