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La politica italiana è opera di un tassonomista pazzo

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31 ottobre 2007

Egregio direttore,

La tassonomia è quel ramo delle scienze biologiche che si occupa della classificazione e della nomenclatura degli esseri viventi e dei fossili. La politica italiana sembra proprio opera di un tassonomista pazzo ma fantasioso che non si limita alla biologia ma si spinge verso terreni
inesplorati.

Nella ricerca tassonomica si può cominciare con la vivaistica e la botanica: al garofano e all’edera, si sono aggiunti nella seconda repubblica la quercia, la rosa, da sola o nel pugno, l’ulivo, la margherita, il girasole ( dei Radicali di sinistra . il movimento dei cittadini libertari laici ecologisti), la spiga, simbolo del Movimento Autonomo Agricoltori e la stella alpina, il fiore scelto dal Südtiroler Volkspartei.

Si può passare poi ai fenomeni meteorologici: l’arcobaleno, il cielo azzurro, il sole che ride o quello levante dei socialdemocratici, e il vento che gonfia la vela dell’Udc. Rimangono inspiegabilmente inesplorati il tuono e il
Tra le ultime in ordine di tempo c’è stata la battuta di Lucia Litizzetto che ha ironizzato sul nome attribuito da Lamberto Dini al suo nuovo movimento che somiglia al nome di una nota catena della grande distribuzione organizzata fondato con lo slogan ”Nel centrosinistra ma ndipendenti”.

Poca fortuna ha portato la fauna: l’asinello democratico di Prodi, il salmone di Benedetto della Vedova e i suoi liberal democratici, l’elefantino che insieme alla coccinella che doveva fare da mascotte alla nuova svolta di Fini, e che era anche il simbolo dell’organizzazione dei transessuali italiani in omaggio alla famosa trans francese Cocinelle.
volatili sono rappresentati dal gabbiano di Di Pietro. Cercando con attenzione si trova anche la colomba del movimento per l’Autonomia e il leone della Liga Veneta e addirittura la balena del centro popolare
europeo. Democrazia Attiva si è accontentata di un delfino, mentre i Verdi Verdi (sì due volte) ecologisti democratici hanno scelto l’orso.

Messi in soffitta la falce, il martello e la rete si passa a strumenti professionali più soft: Pezzotta ha appena fondato “Officina 2007”, che ha tutta l’aria di ricordare il nome di un sistema operativo o di una suite da ufficio come Office 2007, in attesa che arrivi magari l‘“Italia 2.0”, dopo Di Pietro su Second Life, ma non diamo troppe idee.

Intanto, Capezzone, una volta mobbizzato da Pannella, ha prima rinfoltito la schiera già numerosa degli attributi con i suoi “Volenterosi”, per poi alzare il tiro verso destra su di un infinito di sinistra memoria “Decidere” che ricorda troppo “Obbedire, Credere, Combattere” del Ventennio, sostituito da “Competere, Meritare, Trasformare”.

Vincere! E vinceremo.

Vito Palumbo - Pescara

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