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La religione e il nuovo umanesimo

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13 novembre 2008

Gent.mo Direttore,

il prof. Barone delinea sempre in modo incisivo e puntuale le tematiche che tratta, anche su religione e politica non posso che ringraziarlo del suo apporto, in particolare sulla dittatura del denaro e sulla contemporanea convinzione di essere in una democrazia politica.
Non credente, cerco di evitare quotidianamente le contrapposizioni con chi crede, con tutte le mie contraddizioni, cercando di evidenziare ciò che ci è comune, che è molto più di ciò che ci distingue. Non ci è di nessuna utilità dare spazio sempre al “ma io…”
Riprendo dal Prof. Barone, mi dispiace se sembrerà ai più un uso distorto e inadeguato del suo scritto (d’altra parte chi porta in questo spazio di Varesenews le sue parole è disposto a con-dividerle) “coinvolti e quasi travolti da un processo apparentemente inarrestabile di crescente degradazione della vita, che nasce dalle distorsioni profonde che la mentalità borghese-capitalistica ha introdotto all’interno della personalità umana”.
A queste distorsioni, a prima vista inarrestabili, nella mia mente ritorna l’atmosfera d’incontro, di essere insieme, che ho vissuto allo spazio Scopricoop con gli amici di Ubuntu, l’acuta, e allo stesso tempo aperta, precisione con cui molti immigrati presenti hanno portato le loro opinioni, analisi, sogni e desideri.
I varesotti sono gente “timida” nel reagire e prendere posizione, ha detto qualcuno, nelle sue parole tutta la cortesia e voglia di relazionarsi civilmente con noi. Mi è piaciuta la scelta di quella parola da parte di una persona, uno straniero, con una buona conoscenza dell’italiano, una lezione di stile per chi si rivolge invece a loro con stereotipi o spregiativi.
Come italiana, varesotta d’immigrazione, “timida” mi colpisce più di un’analisi sociologica.
Per risolvere la brutta atmosfera, le distorsioni profonde, che gravano su tutti noi hanno parlato tutti della voglia di dare il meglio di sè nel loro vivere quotidiano e nel rapporto con noi.
Bloccata da tanta saggezza (timida?) non ho spiaccicato parola. Che dire? Che anche noi italiani vogliamo e dobbiamo dare il meglio di noi nella relazione con l’altro? questa è l’unica strada percorribile. Che i furgoni sui marciapiedi non sono il meglio di noi.
Che il meglio di noi dovrebbe andare nella direzione di diritti per tutti, di cittadinanza in primis, diritto di poter cambiare in meglio, nel segno della relazione, il nostro paese. Diritto che si guadagna sul campo chi vuole dare il meglio di sè. Diritto di sconfiggere l’ignoranza ed affermare il rispetto.
Come suonano bene le parole “nuovo umanesimo” nella conclusione all’incontro fatta da Thierry. Come vorremmo sentirle anche da chi ci governa!
Ma questo è un sogno. Sì, il sogno che tutto può cambiare, goccia su goccia, dando quotidianamente il meglio di sè, come il battito d’ali della farfalla…

Buona giornata a tutti i sognatori.

Lena Bandi

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