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La repubblica di Montechiarugolo: un esempio da seguire per il Partito Democratico

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29 ottobre 2007

Egregio direttore,
Alle primarie il voto ai delegati per l’Assemblea costituente del Partito Democratico era “blindato” dal sistema “Porcellum”(di calderoliana memoria) e non si è potuto esprimere preferenze ?

Parisi protesta perché il gruppo dirigente nazionale e gli organismi locali saranno nominati “a colpi di sciabola” e non con un processo partecipativo ?

Quasi tutti se ne sono accorti a giochi fatti, ma non a Montechiarugolo: un paese di diecimila abitanti alle falde dell’Appennino parmense.

Qua ci avevano già pensato per tempo, e gli elettori del posto il 14 ottobre scorso hanno trovato una scheda in più.

Oltre a quella per eleggere i delegati nazionali e regionali, chi ha votato ha potuto scegliere anche i membri del gruppo di coordinamento del Comitato promotore comunale.

Si è trattata di un’eccezione significativa e, probabilmente, di un evento unico su tutto il territorio nazionale.

“Presentare ai simpatizzanti elettori una lista unica, aperta a tutti e non bloccata, all’interno della quale i candidati sono stati scelti indicando preferenze multiple, ha rappresentato una reale apertura a nuove candidature ed il desiderio di superare le precedenti appartenenze”, dice Paola Mangiarotti, analista programmatore, eletta con 152 preferenze tra i dodici componenti il comitato.

Il meccanismo paritario ha fatto sì che i 12 componenti fossero equamente distribuiti tra 6 uomini e 6 donne, ma in realtà le “quote rosa” hanno raccolto molte più preferenze dei maschi, nonostante la minor quantità di candidature. Tra queste anche una ragazza con meno di vent’anni.

Insomma, le elezioni sono state un successo: 811 votanti su diecimila abitanti rappresentano una fra le percentuali più alte in provincia di Parma.

Ogni elettore aveva a disposizione sei preferenze (tre per ciascun sesso) da esprimere all’interno di una lista unica e complessivamente sono state espresse 2883 preferenze.

“Ciascun elettore ha votato, in media, 3,5 nominativi: segno evidente che, quando ne è data la possibilità, la gente sa e vuole scegliere” – conclude Paola Mangiarotti – “Ora la sfida è non disperdere il capitale di partecipazione ed impegno che le primarie hanno messo in luce”. Tutto bene dunque? Non del tutto, dicono gli abitanti di Montechiarugolo. Che evidentemente devono essere molto puntigliosi, come si deduce dal comunicato con cui hanno diffuso le loro elezioni: “C’è ancora molto da perfezionare, in particolare per quanto riguarda la partecipazione dei giovani e degli stranieri. Cionondimeno, forti dei segnali positivi emersi in questa consultazione, invitiamo gli eletti alle assemblee nazionale e regionale a riflettere su questa esperienza locale e sulla possibilità tecnica, oltre che politica, di superare la modalità non esaltante delle liste bloccate”.

Andrea Ganugi

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