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La riflessione sul male

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28 aprile 2009

Leggevo la lettera del professor Barone ( sul male) questa mattina prima di entrare nelle mie classi e svolgervi le mie lezioni della giornata.
Senza pretesa alcuna di comparire al fianco dell’ottimo professore e se, come dice Virgilio, è lecito paragonare cose piccole alle grandi, mi piacerebbe che questo mio contributo alla riflessione fosse aggiunto al primo e più arduo ragionamento.
 
Tre spunti la lettera del professore mi ha richiamato alla mente, ragionando della potenza, dell’inevitabilità e della banalità del male.
 
Il concetto di Bene nel Male e di Male nel Bene mi ha richiamato alla mente Montale, in Spesso il male di vivere: “Bene non seppi, fuor del prodigio/ che schiude la divina Indifferenza” (si intende che l’unica forma di Bene possibile è l’Indifferenza, quella che gli dei- nella visione epicurea- hanno per gli uomini).
 
E lo stesso emerge prepotentemente, gridato dal protagonista nella pagina finale de  L’étranger di Camus: che tutti si sia indifferenti a tutti, stranieri alla vita, è la consapevolezza che Meursault raggiunge in prigione e, dopo averne preso atto, “mi aprivo per la prima volta alla tenera indifferenza del mondo”
 
Il concetto finale di circostanze che producono il male o lo favoriscono è interessante e comparabile ad un famoso passo di Machiavelli, tratto da Il principe: “ ..degli uomini si può dire questo generalmente: che sieno ingrati, volubili, simulatori e dissimulatori, fuggitori de’ pericoli, cupidi di guadagno; e mentre fai loro bene, sono tutti tua, offeronti el sangue, la roba, la vita, e’ figliuoli, come di sopra dissi, quando il bisogno è discosto; ma quando ti si appressa, e’ si rivoltano.”
 
Grazie al professor Barone per averci preso per mano e guidato a pensare. E’ stato emozionante raggiungere quella vetta.
 
Rita Gaviraghi

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