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Dopo la rinuncia di Maroni, cosa voteranno i leghisti?

roberto maroni matteo salvini
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12 gennaio 2018

Caro Direttore

La decisione di Maroni di non ripresentare la sua candidatura alla Presidenza della Lombardia ha scatenato gli opinionisti e i dietrologi di tutte le testate giornalistiche e televisive, concordi solo nella affermazione che questa decisione improvvisa non favorirà di certo il cammino di Salvini verso la Presidenza del Consiglio, ma certo non dispiacerà a Berlusconi.

E’ indubbio che tra Salvini e Maroni non vi è mai stata una grande amicizia e una concordanza di idee. Salvini propugna l’uscita dall’Euro, Maroni, prevedendo i danni enormi di questa scellerata scelta, lo esclude. Maroni non ha accettato le decisioni ingiuste e cattive e vili di Salvini contro Bossi. Maroni non accetta la deriva a destra di Salvini e della sua Lega, destra chiaramente xenofoba, euroscettica, razzista. Maroni non ha mai accettato l’espansione della Lega al Sud Italia e la cancellazione della parola, altamente significativa, “Nord” dal logo della Lega. Maroni non accetta i diktat di Salvini e la sua direzione assolutistica della Lega, caratterizzata dall’emarginazione di chi non è con lui. Maroni non condivide la xenofobia di Salvini e dei suoi sodali. Maroni si sente ancora legato ad una concezione federalista del nord, secondo i dettami di Carlo Cattaneo, Salvini non si capisce più cosa voglia o pensi al proposito. Forse pensa solo a diventare Primo Ministro.

Con FI i salviniani hanno un rapporto piuttosto conflittuale anche in sedi locali (comuni, province), Maroni tende a stemperare i conflitti e a cercare una sostanziale unanimità collaborativa. Con Renzi Salvini è assolutamente negativo, duro e di sovente volgare, si intravvede una sua antipatia odiosa nei confronti del Segretario dei DS, Maroni, da vero politico, discute con Renzi, lo critica anche crudamente, ma sempre nei limiti dell’educazione e del rispetto reciproco. Maroni non poteva più convivere con Salvini, resterà nella Lega (sempre che Salvini non lo cacci !) perché quella è la sua casa, anche se questa Lega non è più quella alla quale lui aveva con tutto lo slancio giovanile aderito. Come reagirà la base della Lega, in particolare come si comporteranno i vecchi leghisti, quelli che, con Bossi, hanno fatto grande la Lega ? Probabilmente la maggioranza di essi voterà ancora Lega (senza il Nord nello stemma, di certo turandosi il naso !), ma alcuni (quanti ?), già arrabbiati con Salvini per la sua denaturazione della loro Lega, potrebbero rivolgere il loro voto ad altri partiti, Grande Nord e FI.

Staremo a vedere

CM Passarotti

Commenti

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  1. Scritto da Giorgio Martini Ossola

    Maroni più che un leghista è sempre parso un democristiano o per meglio dire un “piddino”.Se non si ricandiderà in regione è perché avrà già un posto migliore da un’altra parte,finirà in senato insieme all’amico Formigoni,di certo non farà a meno di una poltrona pubblica.