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La salute residenti nel Cuv… e non solo nel Cuv

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La salute residenti nel Cuv... e non solo nel Cuv
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10 novembre 2017

Buongiorno Gentile Direttore,
alla luce del susseguirsi di articoli, pubblicati in questi ultimi giorni sui quotidiani, riguardanti la storia infinita dell’aeroporto di Malpensa e di tutto quanto ne è correlato (SEA, rotte e distribuzione delle stesse, sindaci, CUV, Master Plan, territorio, SALUTE DEI CITTADINI, opportunità di posti di lavoro, inquinamento, rumore, imposta IRESA, ecc.) mi rivolgo a Lei perché gentilmente pubblichi il mio pensiero che sicuramente sarà condiviso da parecchi lettori, da parecchi residenti nei comuni del CUV (Consorzio Urbanistico Volontario) o nei paesi di seconda fascia comunque toccati dai disagi provocati dall’aeroporto di Malpensa… magari un po’ meno dai sindaci del CUV!

Non voglio dire la mia addentrandomi in questioni tecniche o tecnicistiche che non mi competono, queste le lascio ai sindaci del CUV, molto preparati a discutere o ad accordarsi su questioni microscopiche quali le percentuali di voli equi divisi sui territori, su shift o su percentuali dell’utile di SEA che vorrebbero (mi lascia alquanto perplesso un titolo di un quotidiano “Somma Lombardo, il sindaco batte cassa con Sea: “Vogliamo il 5% dell’utile”).

Vorrei solo fare solo alcune semplici riflessioni, comprensive alla moltitudine, circa questioni macroscopiche che spesso gli stessi sindaci si lasciano sfuggire ma che sono sotto gli occhi di tutti, di tutti quelli che le vogliono vedere.

Un aereo inquina, tanti aerei inquinano tanto, tantissimi aerei inquinano di più… lo capiscono anche i bambini, ma i sindaci del CUV se lo lasciano sfuggire: loro pensano solo ad accordarsi per un equo scenario delle rotte! Secondo il Master Plan 2030, ovvero il progetto di sviluppo dell’aeroporto proposto da SEA, gli odierni 172.000 movimenti annui aumenteranno fino a circa 280.000 nel 2030. L’importante è equi dividerseli discutono i sindaci del CUV…

E mentre i sindaci del CUV impiegano il loro prezioso tempo discutendo dell’equa distribuzione delle rotte, della percentuale dell’utile di Sea che vorrebbero per “mitigare” e dell’eventuale posto nel CDA di SEA, Master Plan approvato o meno, il traffico aereo cresce quotidianamente e costantemente come SEA dichiara e senza che nessuno ponga un veto sulla cosa.

Da quando è stato presentato questo Master Plan, nessuno dei sindaci del CUV si è lamentato del numero dei movimenti: a modesto parere più aerei vogliono dire più rumore, più inquinamento; più aerei vogliono dire più passeggeri ovvero più traffico e quindi più inquinamento causato dalle auto; più aerei cargo, perché il Master Plan punta sullo sviluppo del cargo, vogliono dire più traffico merci su gomma con tutto quello che gli va dietro.

In questi ultimi mesi è uscito poi l’”affare” dell’IRESA, ovvero dell’imposta regionale sul rumore, affare sembrerebbe per i sindaci (e aggiungo per la politica e i partiti politici che rappresentano), pronti con questi proventi a mitigare i disagi (e i danni) causati dall’aeroporto: ma un vecchio detto non recitava forse che è meglio prevenire che curare?

Della salute dei loro cittadini i sindaci del CUV dibattono veramente poco, sono veramente così presi a discutere fra loro di rotte e di posti di lavoro (promessi da SEA) che l’argomento è secondario: non si ricordano, che lo statuto del CUV, al punto 12 lettere a) e b), riguardo agli argomenti sottoposti all’attenzione cita la tutela del territorio dei Comuni aderenti, degli effetti diretti ed indiretti derivanti dalla presenza dell’Aeroporto delle Malpensa; cita il controllo e la salvaguardia del territorio dei Comuni aderenti da tutti quei fenomeni dai quali possono derivare pericoli e danni ambientali… questo cita lo statuto del CUV, ma i sindaci del CUV se lo lasciano sfuggire!

Anche solo per il PURO DOVERE DI INFORMAZIONE VERSO I LORO CITTADINI, e aggiungerei per la TRASPARENZA (non vedo cosa ci sia da nascondere ai cittadini se tutto fosse in regola), i sindaci del CUV, vista l’esistenza sul loro territorio di centraline che controllano il rumore, (che siano di proprietà di SEA è altro discorso), dovrebbero fornire i dati giornalieri magari pubblicandoli nel sito del comune e obbligando SEA a fornirli… questo se i sindaci del CUV parteggiassero (e se avessero a cuore la salute) per i loro cittadini e non per i gestore dell’aeroporto.

Si lasciano sfuggire l’esito della sentenza Quintavalle: nel 2014 la sentenza della Cassazione diede ragione all’azienda Quintavalle, condannando il Ministero dei Trasporti ad un mega risarcimento, 8 milioni di euro, per i danni causati dal carburante incombusto degli aerei in fase di decollo che avrebbe provocato, secondo le perizie effettuate, un livello di inquinamento al suolo pari a trenta volte quello che si riscontra al casello di entrata di Milano Sud dell’Autostrada A1.

Dall’esito di questo caso si è aperto un fronte di indagine che ha portato a scoperte a dir poco preoccupanti: Arpa Lombardia, in seguito a numerose misurazioni ha riscontrato aumenti costanti e preoccupanti nei livelli di ozono, nanoparticelle e metalli pesanti. La Asl della provincia di Varese ha riscontrato un parallelo aumento della mortalità per malattie respiratorie di quasi il 55 per cento negli ultimi 12 anni, a fronte di aumenti, nelle zone adiacenti l’aeroporto, che vanno dall’8 al 14 per cento; e in uno studio dell’Università Cattolica di Brescia si rilevano i livelli preoccupanti raggiunti da alcune sostanze cancerogene nella zona.

Nell’ottobre 2010, e non sono secoli fa, arrivò una nota del ministero dell’Ambiente. Malpensa venne definito, senza mezzi termini, un “disastro ecologico”; alla nota era allegata una relazione del Corpo Forestale dello Stato del dipartimento di Varese, che ne attestava effetti devastanti sull’ambiente: morie degli uccelli, desertificazione dei boschi. La nota fu inviata a tutti gli enti con competenze aeroportuali, come i ministeri dei Trasporti e dell’Agricoltura, la Regione Lombardia e l’ente Parco del Ticino.
Nessuno però la prese in considerazione.

Tutto questo i sindaci del CUV se lo lasciano sfuggire così come non prendono in considerazione i numerosi studi (reperibili da chiunque in rete) circa gli effetti sanitari già noti e generati dal trasporto aereo, ovvero malattie cardiovascolari, respiratorie, neoplastiche, disturbi della sfera neuro-comportamentale, disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione nei bambini.

Si dimenticano dei dati preoccupanti, reperibili da qualsiasi persona in rete, circa l’aspettativa di vita di chi vive intorno agli aeroporti!

Saranno felici e sereni i cittadini del CUV, magari gli stessi che hanno dato il voto a questi sindaci?
Che tristezza… questo è ancora un altro esempio di come in Italia se si mettono su una bilancia la salute e il business questa penderà sicuramente per il business.

Cordialmente
Oscar Motta
Taino

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