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La situazione politica è nel caos

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12 agosto 2011

Nell’ultimo mese abbiamo vissuto una situazione politica a dir poco caotica.
Come dicevo in una precedente lettera il governo ha fatto il triplo salto mortale ma ora vuole battere ogni record.
La presentazione della manovra 2011/2014 approvata in tre giorni senza nessun dibattito parlamentare, la doppia convocazione delle parti sociali alle quali non è stato detto nulla,
l’annuncio dell’anticipo delle manovra al 2013 perchè siamo nel paltone più nero.
Recentissimamente Bossi ha tuonato :"non toccare le pensioni e non mettere la patrimoniale".Ieri ha detto che durante l’incontro con Berlusconi hanno parlato "di rotture di coglioni", poi che la lettera della BCE è strata in realtà scritta a Roma e non a Berlino e ieri sera ha annunciato, parlando di Tremonti, che "Sulle pensioni non mi ha convinto, bisogna saper dire anche dei ‘no’, perché altrimenti si rischia una crisi".
Su questo tema c’è da ricordare che il premier ha ripetuto più volte nelle ultime settimane una frase oramai celebre:" abbiamo fatto una riforma delle pensioni che tutta l’Europa ci invidia e che è talmente bella che tutti cercano di copiare".Si sa però che il premier smentisce se stesso ad ogni piè sospinto quindi nessuna meraviglia da questo punto di vista.
Le opposizioni ed i sindacati fanno giustamente muro su alcuni ipotetici provvedimenti devastanti.
Mi sono chiesto:ma chi ci governa ci è o ci fa? Poi mi sono fatto un’idea di quello che sta accadendo e cercherò di esporla nel modo più chiaro possibile.
Da settimane il governo non sapendo bene cosa fare è in preda alle convulsioni e spaccato al suo interno. Che non sappia cosa fare lo dimostrano i fatti dell’ultimo mese.Per questo sta sondando, in modo secondo me allucinante, tutti: maggioranza,opposizione e forze sociali per capire che aria tira.
Alla fine della prima fase convulsa inizia la seconda e si tenterà il bliz annunciato per questa sera di un decreto legge che dopo l’approvazione alcuni ministri diranno di non aver neppure letto(è già successo).
Poi inizierà la terza fase convulsa, questa volta si spera senza l’intervento del Presidente della Repubblica che dovrà lasciare spazio alla discussione e alle modifiche.
Se non ci saranno discussioni e modifiche vorrà dire che la presa per i fondelli sarà stata totale ma la coesione nazionale a quel punto sarà andata a farsi benedire.
Con tutte le conseguenze del caso perchè non si può permettere che sia solo Tremonti a decidere le sorti del popolo italiano.
Cordialità

Giovanni Focchi

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