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La stanza buia

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10 ottobre 2007

Caro Direttore,

“Stanza del buco”, ”Stanza del consumo”, “Narcosala”… diamo il nome che più ci aggrada, per farlo sembrare meno brutale, ma pur sempre di droga e tossicodipendenza si tratta.

Che tu ti faccia una “pera” ai giardini pubblici o che tu te la faccia all’interno delle “Narcosale”, sempre una “pera” ti stai facendo. Tuttavia una certezza c’è: il tossico è sicuro di non morire per overdose perchè un medico veglia su di lui e la “roba” che gli danno è di buona qualità.

Allora io, operatore volontario dell’Associazione Narconon Sud Europa, Via Leoncavallo 8 Milano Tel 02/36589162 Fax. 0236589167 e-mail: info@narcononsudeuropa.org, che mi batto per una continua informazione corretta su droghe ed alcool e per un recupero e riabilitazione senza farmaci che rendono le persone libere dalle droghe, mi pongo tutta una serie di domande: chi la compra? dove la compra? E i SERT cosa faranno?

Dico questo perché ascoltando e leggendo articoli vari, alcuni dei nostri governanti sostengono che queste “Sale” avranno l’obiettivo di redimere il tossicodipendente, che lo stesso dovrà accettare insieme agli operatori e ai medici di incamminarsi verso la disintossicazione.

Ecco che torna a riformularsi la domanda: e i SERT? E’ questo il metodo in cui il nostro Stato intende affrontare il problema? Abbastanza misero e meschino e cozza completamente con il concetto di civiltà mentre concorda bene con il concetto di denaro e potere.

Dedico a tutti, indistintamente, un pensiero che personalmente mi ha colpito:”Si può scegliere se essere morti con la droga o essere vivi senza di essa. Le droghe privano la vita delle senzazioni e delle gioie che sono, comunque, l’unica ragione per vivere” (L.Ron Hubbard). E con questo, a tutti indistintamente, invito a riflettere.

Pinuccia Cambieri

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