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La storia di due ominicchi

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15 dicembre 2009

…«Io» proseguì poi don Mariano «ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi…».
Leonardo Sciascia – Il giorno della civetta –

Egregio Direttore,
Le voglio raccontare la storia di due ominicchi.
La vicenda si svolge in un piccolo paese di provincia: il primo ominicchio presenta in Comune una pratica edilizia per sistemare la sua casa, che ha fretta di vendere. Il tecnico comunale istruisce la pratica e ne manda una copia all’Agenzia del Territorio del capoluogo al fine di ottenere la valutazione necessaria per completare l’iter. Dopo pochi giorni il primo ominicchio incomincia a telefonare, con una certa insistenza, al tecnico comunale per chiedere notizie della sua pratica e viene sempre trattato con rispetto e cortesia. Non sono ancora trascorsi i fatidici trenta giorni che il tecnico comunale un po’per eccesso di zelo e un po’ anche per toglierselo dalle palle, telefona all’Agenzia del Territorio per sollecitare la pratica e placare così l’ansia dell’ ominicchio. La pratica non è pronta ma lo sarà nel giro di qualche giorno. Il primo ominicchio viene rassicurato, ma non gli basta, e così si rivolge al secondo ominicchio che, ahimè, è un ominicchio “importante”. Anche il secondo ominicchio chiede dunque informazioni al tecnico comunale.
Ultimo atto: senza aspettare la conclusione della pratica, il primo ominicchio va in Comune per parlare di persona con il tecnico comunale, ma nel frattempo l’organizzazione degli uffici è cambiata ed il tecnico comunale è costretto a dirgli di ritornare nell’orario di ricevimento, appositamente predisposto e concordato con tutti gli altri tecnici.
Il primo ominicchio allora, infuriato, va dal secondo ominicchio, come uno scolaretto viziato va dalla maestra, e il secondo ominicchio, forte del suo potere (?), maltratta pesantemente il povero tecnico comunale che ha fatto solo il suo dovere, davanti agli sguardi sbigottiti dei colleghi e con grande soddisfazione del primo ominicchio, che se la ride sotto i baffi. Il secondo ominicchio urla e gesticola e dice che lui sì che può farlo, dall’alto della sua posizione. Il povero tecnico comunale, per altro più stupefatto che ferito da tanta arroganza, dovrebbe subire in silenzio, invece sbotta in un inatteso «ma vaffanculo» e poi si rincuora pensando che, nonostante la sua situazione sia più precaria che mai e nonostante nessuno prenderà mai le sue difese, lui potrà continuare tranquillamente a guardarsi ancora allo specchio.
Questa è una squallida storia ordinaria di un povero tecnico comunale e di due ominicchi, che sono in realtà molto più poveri di lui.
P.S. Ogni riferimento a persone o fatti è puramente casuale.

 
Arch. Barbara Vizzolini

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