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La Svizzera non è il paese dei balocchi

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22 novembre 2012

"La Svizzera non è il paese dei balocchi", scrive un nostro lettore. Pubblichiamo la sua riflessione "da operatore" a commento della scelta di alcuni imprenditori di trasferire la propria impresa in Svizzera e delle politiche di marketing attuate dalla Svizzera per attrarre le imprese straniere all’interno dei propri confini.

Leggo l’articolo ed i commenti,
ci occupiamo di consulenza alle imprese e abbiamo come partner alcune società svizzere che si occupano di import export.
Ritengo siano doverosi dei distinguo.
Nello sviluppo dell’internazionalizzazione che segue la globalizzazione del mercato ogni paese interviene a discrezione per offrire le migliori opportunità possibili rispetto alle caratteristiche che lo contraddistinguono.

La Svizzera non è il paese dei balocchi, sicuramente ha delle condizioni vantaggiosissime che però non sono né universali né equiparabili ad una bacchetta magica.

Innanzitutto è il sistema paese che è interessante e questo lo rende appetibile per tutte le società che ne vogliono fare la base logistica e strategica per l’import export, anche rispetto agli enormi investimenti che con ALPTRANSIT hanno avuto il coraggio di fare.

Questo significa però avere possibilità di investire, di competere già con un pacchetto di export importante o attraverso flussi economici enormi che valorizzino le leve finanziarie.
Viceversa per una piccola PMI che ha basse percentuali di export l’operazione ha rischi enormi.

Aprire in Ticino per rivendere al mercato italiano è folle: elusione fiscale, alti costi del lavoro (il salario minimo ticinese lordo è superiore al lordo di quello italiano, la differenza quindi per l’imprenditore non c’è), barriere linguistiche e culturali per penetrare il nuovo mercato di appartenenza o per aprirsi alla mittel europa (la PMI è strutturata per vendere in tedesco, con presentazioni tecniche in lingua e richieste di qualità imposte dal mercato?)
Da mesi in Ticino girano servizi televisivi che evidenziano le speculazioni senza scrupoli di immobiliaristi che vendono o affittano capannoni.

Il problema è che aprire in Svizzera non è un vantaggio a priori ma dev’essere una scelta strategica ponderata e difficile come se si dovesse aprire in Senegal, Cina, Brasile o Stati Uniti.

Cordialmente

Leggi anche – Accordo sui conti in Svizzera: "Una catastrofe per il Ticino"

Sandro Pignataro, Nextz Entreprises Network

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