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La truffa delle quote latte e il cavallo di Caligola

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12 ottobre 2007

Egregio Direttore,
sta passando sotto silenzio la notizia del processo (finalmente!) all’ex leader dei cobas del latte ed ex parlamentare della Lega, Robusti.
E’ accusato di aver sottratto 211 milioni di euro con una truffa sulle quote latte.
Robusti è sotto processo, l’ex Presidente leghista della Camera Pivetti sculetta in televisione pagata da noi due volte, l’ex sindaco di Varese Fumagalli è stato messo fuori gioco per carità di patria.
Sono solo tre esempi di quello che succede quando le persone vengono scelte in base alla fedeltà al capo piuttosto che in base al merito o alla capacità.
E’ un modo d’intendere il partito che accomuna senz’altro Berlusconi e Bossi e che non è certo originale: già Caligola aveva nominato senatore il proprio cavallo.
Con questo metodo si mandano persone che sono più fedeli che capaci alla RAI, all’ANAS, all’ALITALIA e alla SEA: con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Con lo stesso metodo sono anche stati scelti i dirigenti dell’istituto di credito promosso dalla Lega e sponsorizzato direttamente da Bossi, finito in bancarotta dopo aver dilapidato i soldi degli sprovveduti militanti che ne avevano sottoscritto le quote.
L’unico modo per tentare di limitare, se non evitare, queste degenerazioni consiste nel fare partecipare la base ai momenti decisionali e non imponendo i dirigenti dall’alto.
E’ quello che sembra che stia finalmente avvenendo nel nuovo Partito Democratico con le elezioni primarie e con migliaia di candidati all’assemblea costituente che deciderà le regole del nuovo partito.
Un traguardo che sembra invece lontano nella Lega e in Forza Italia, dove i liberi confronti congressuali sono ancora solo un sogno e dove spesso (troppo spesso) i dirigenti vengono scelti dal capo.
Un cordiale saluto

Giuseppe Provasoli, Gallarate

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