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La Uisp contro il “Giro di Padania”

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5 settembre 2011

Caro direttore

parliamo del "GIRO DELLA PADANIA". Dietro la manifestazione sportiva si nasconde un chiaro messaggio politico e propagandistico, come messo in risalto da molta stampa italiana. La gara maschera ben altro, è una manifestazione strumentale dove  lo sport è solo un pretesto.
La gara ciclistica per professionisti  si svolgerà dal 6 al 10 settembre, attraverso 6 Regioni e 176 Comuni, si correrà da Paesana (Cuneo) a Laigueglia (Savona), a seguire Mercoledì 7 settembre la  Loano (Savona) – Vigevano (Pavia), Giovedì 8 settembre la  Malpensa Lonate Pozzolo
(Varese) – Salsomaggiore  Terme (Parma), Venerdì  9 settembre la Noceto (Parma) – San Valentino di Brentonico (Trento) e Sabato 10 settembre la Rovereto (Trento) – Montecchio Maggiore(Vicenza).
Parteciperanno numerose squadre professionistiche (si dice 20/25), compreso un “campione varesino” che si dice onorato  di voler tentare di vincere la prima edizione della manifestazione, forse è l’occasione giusta, visto che dal rientro dopo la  lunga squalifica  ha vinto pochissimo rispetto al periodo precedente la squalifica.
Come gli appassionati di ciclismo, purtroppo, ben sanno, il calendario della Fci  include da questa stagione il Giro della Padania, che naturalmente sarà trasmessa in diretta dalla servile direzione di
Raisport. In un calendario che avrebbe bisogno di una netta riduzione poiché si corre troppo e con gare a volte di basso livello, si aggiunge ancora un’altra, per giunta a tappe.
In un momento di grave difficoltà economiche incontrate dai tanti sportivi che hanno dovuto gettare la spugna ed interrompere l’organizzazione di corse e manifestazioni che in alcuni casi hanno fatto la storia dello sport italiano, si concede, a tambur battente, il nulla osta ad una manifestazione chiaramente di sapore partitico, sapendo che si crea un pericoloso precedente.
Il vincitore indosserà la maglia verde cara ai leghisti, cosi dopo miss-padania, avranno il campione del giro di padania, quale sarà la prossima mossa in nome della fantomatica, e sempre più sconfinata,
padania??
Sono annunciate manifestazioni di protesta sia lungo il percorso che all’arrivo e partenza delle varie tappe , le proteste chiaramente NON sono contro lo sport, sono contro chi “utilizza “ lo sport pensando di essere in una eterna campagna elettorale, usando sistemi dittatoriali di vecchia
memoria dove lo sport era usato come propaganda per regimi di ogni colore.
Stupisce in questo contesto “l’assordante  silenzio” dei TANTI che avrebbero il dovere di intervenire ed evitare il ripetersi di episodi che evidenziano un uso sfacciato del potere.

UISP Varese (Harry Bursich, Franco Zanellati, Alessandra Pessina)

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