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La verità su Genova non la sapremo mai

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15 novembre 2008

Caro direttore,

credo che la verità sui massacri di Genova non la conosceremo mai come non conosciamo le nefandezze dei nostri politici in altri episodi ancor peggiori. La trasparenza non abita qui.
Anche perchè, ammettiamolo, non siamo un popolo che scava in profondità, ci accontentiamo di poco.
E veniamo alla chiappa di Fini.
Certamente non ho la presunzione di essere nel vero, magari “pezzo” clamorosamente, ma credo che non sia partito nè da Fini nè da altri dirigenti di AN l’ordine di trasformare la Diaz in un mattatoio.
Probabilmente qualcuno ha peccato di omissione.
Ma vede signor Tommaso, se nessuno ci dice la verità, restiamo nel campo delle ipotesi. E’ questo l’antico vizio dell’italica classe politica: costringere i cittadini a ipotizzare. Noi non dobbiamo ipotizzare, dobbiamo sapere, dobbiamo puntare i piedi per conoscere la verità perchè la mia e la Sua ipotesi contano zero.
Quanto a Genova forse bisognerebbe conoscere un po’ da vicino e avere una visione meno romantica, di certi elementi che operano nelle Forze dell’Ordine. Nessuno si senta offeso, non faccio di ogni erba un fascio, ma sono convinta che ogni tanto controllare chi viene reclutato sarebbe cosa utile. Non sono tutti eroi e qui mi fermo.
Tornando a Fini gli riconosco l’impegno per costruire una nuova Destra; ho seguito i passi fatti, ne ho contati parecchi.
Ha pagato il prezzo, ci sono state scissioni nel suo partito, ma credo ne sia valsa la pena anche se la strada da percorrere è ancora lunga. Tuttavia non dimentico la sua presa di posizione in battaglie come quella sulla procreazione assistita, non tralascio il fatto che abbia rinnegato “gli ideali” del Fascismo, si è speso per una conciliazione con il mondo ebraico; insomma come politico mi fa meno impressione di altri, lo trovo più presentabile. Tutto qui.

Cordialmente

Roberta Lattuada

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