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La voglia di Partito democratico

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19 aprile 2007

Egregio Direttore,
non sono rimasto sorpreso dal fatto che in queste settimane sul suo giornale si siano accesi gli animi sul tema “PD si, PD no”.
Checché se ne dica, di parlare Partito Democratico se ne ha una gran voglia. Sia dal versante dei suoi detrattori (che lo temono), che da quello dei suoi passionari (che lo invocano). Soprattutto, sembra che se ne abbia una gran voglia a Varese.
Mi sorge spontanea una domanda. Non è che il territorio, sotto sotto, desideri “cambiare politica”?
Sa perché le pongo tale quesito? Perché ritengo che molti di noi cittadini si siano stufati del misero teatrino offerto dalla compagine di centrodestra in questi anni.
Ci hanno governato per anni senza nulla portate al territorio (se non rotonde e chiacchiere); molti suoi esponenti di punta sono inquisiti; dimostrano attaccamento alle poltrone; hanno posto le aziende pubbliche sotto lo scacco delle segreterie di partito. Sono tutti vizi e stravizi di un copione che speravamo di aver spazzato via: quello della prima Repubblica.
I motivi per voler cambiare, per dare una ventata di aria fresca in Provincia, di aprire porte e finestre dei palazzi del potere, sono ampi e giustificati.
Vero è che, per la maggioranza di noi, l’attuale schieramento di centrosinistra non ha mai rappresentato una compagine affidabile soprattutto perché ex comunista. E come si sa, a Varese i pregiudizi sono duri a morire. La Margherita, invece, in molti casi, mi è sembrata più un cartello di interessi particolari che un partito del cambiamento.
Però, ad onor del vero, per il nord stanno facendo qualcosa. La Pedemontana ed altri grandi opere viabilistiche sono state finanziate; hanno risanato i conti; hanno permesso all’economia di ripartire. E questi mi sembrano fatti.
Mi piace, anche, l’impegno che alcuni di loro ci stanno mettendo per semplificare la politica e ridare ai cittadini la possibilità di partecipare. Mi piace la prospettiva di un Partito Democratico dove il militante possa scegliere dal candidato Sindaco del suo Comune fino al prossimo Presidente del Consiglio. Anche questi sono fatti.
Pertanto, gli concedo il beneficio del dubbio. Varese ha bisogno, un’altra volta, di sperare nel cambiamento vero. Se il Partito Democratico sarà veramente “a mia misura”, cioè laico, ma anche rispettoso dei valori cristiani; aperto alla società che cambia, ma anche fortemente radicato nelle tradizioni del territorio; proteso verso i giovani e le loro esigenze; popolare e moderato nelle azioni, ma radicale nella volontà di riformare, allora lo voterò.

Doria Giuseppe

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