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Lasciamo riposare in pace Craxi senza mentire sulla sua storia

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30 dicembre 2009

Egregio direttore,
La tentata riabilitazione di Craxi è una costante di quei politici che conservano il rimorso per non averlo voluto difendere quando era in vita in quanto, facendo parte di un sistema che aveva fatto della corruzione un metodo nella conduzione della politica, avrebbero dovuto rispondere alle loro responsabilità.
Con tutto il rispetto che va dato, a chi non è più fra noi, non si può negare o trasfigurare la loro storia.
Chi ha vissuto gli anni del “craxismo” sa che il clima politico, che si respirava ovunque, era di creare i presupposti per condizionare la richiesta di diritti, a chi li avrebbe dovuti conseguire per regola, solo dietro lauti compensi. Negarlo e negare le responsabilità di chi aveva creato la struttura di questo sistema è voler offendere coloro che non si sono lasciati coinvolgere e hanno preso le distanze, in tempi non sospetti, conservando una memoria che non è condizionabile da opportunismi. La politica che, ancora oggi, difende il “craxismo” è la stessa che ci vuole prendere in giro quando ci racconta che “lo scudo fiscale” è un successo dimenticando che agli italiani è costato circa trentamiliardi di euro per il mancato versamento di imposte; oppure vuole farci credere che tagliare i costi della politica vuol dire la diminuzione dei consiglieri comunali o delle circoscrizioni dimenticandosi di tagliare gli stipendi dei parlamentari o dei nominati alle partecipate; oppure pensa che siamo cosi stupidi da pensare che non ci si accorga delle fabbriche che chiudono, dei negozianti “alla canna del gas”, degli artigiani assillati dai creditori, degli operai dimenticati, degli inquilini che non pagano gli affitti perché non ce la fanno, dei padroni di casa che non sanno più a che santo rivolgersi; oppure che cambiare l’Inno d’Italia sia una priorità. Si chiude un anno disastroso dove i veri problemi si sono dimenticati con la convinzione che le soluzioni stiano nel procrastinarli nel tempo; i politici enunciano scempiaggini per occupare le prime pagine dei giornali e si tira a campare. Come disse un grande italiano, Eduardo de Filippo, “a da passà a nuttata”

Alessandro Milani, segretario Idv

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