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Le bollette di Amsc

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23 aprile 2009

Caro Direttore,
il presidente di AMSC e delle otto società collegate, signor Caianiello, ci ha spiegato il motivo per cui non ci sono errori nelle bollette del gas e, nonostante la discesa del prezzo avvenuta a livello mondiale, le bollette dei cittadini e delle aziende gallaratesi sono invece aumentate del 14% rispetto a un anno fa.
La spiegazione è formalmente corretta: l’autorità preposta alle determinazione delle tariffe stabilisce le variazioni sulla base dei costi dei mesi precedenti e quindi l’applicazione degli aumenti (o delle riduzioni) avviene in ritardo.
Oggi il gas per il riscaldamento costa, di fatto, molto meno di un anno fa ma noi beneficeremo di questa ribasso a partire dall’estate.
In sostanza, oggi AMSC ci chiede di pagare di più e poi avremo le riduzioni.
In effetti da una azienda pubblica e di proprietà dei cittadini noi ci saremmo aspettati un comportamento un po’ diverso, in una situazione di evidente crisi per le famiglie e per le attività produttive.
Ferme restando le tariffe applicate si potrebbe, per esempio, prevedere una dilazione dei pagamenti in modo da compensarli con le riduzioni che interverranno successivamente.
E’ questo il comportamento che, secondo me, il cittadino si aspetta da una azienda di proprietà pubblica.
Altrimenti ci si chiede il motivo per cui convenga a noi mantenere in vita delle aziende pubbliche a livello locale che gravano con la voragine del loro deficit sulle casse cittadine e neppure svolgono una funzione sociale.
Sui motivi del deficit astronomico di queste società molto si è già detto lo scorso anno e altro ancora si dirà quando verranno finalmente resi noti i conti del 2008: le cause sono, d’altra parte, sotto gli occhi di tutti e derivano principalmente dalla frantumazione delle aziende del gruppo in una galassia che serve solo ad aumentare i consigli di amministrazione e i relativi costi, rendendo caotico e di fatto ingestibile in modo razionale il complesso di servizi erogati quasi sempre in regime di monopolio.
La mancanza di una conduzione manageriale a livello adeguato è, nel contempo, la causa e il risultato di questo stato di cose.
Ma, quando vedremo i conti, potremo ridiscutere del problema generale.
Sul caso specifico resta in ogni caso la necessità di un intervento razionale e immediato che vada ben al di là della generiche assicurazione del "chi ha bisogno chieda".
Non è certo questo il modo di affrontare seriamente questo problema che va invece risolto in modo trasparente con un provvedimento amministrativo urgente che indichi chiaramente i termini e i limiti di questo intervento, evitando qualsiasi possibile deriva clientelare.
D’altra parte, questa operazione avrebbe certamente dei costi in termini di interessi a carico della società, per gli incassi parzialmente dilazionati del tempo, incompatibili con i conti già disastrati di un gruppo che non puo permettersi certo delle ulteriori uscite senza copertura.
Converrebbe allora, a questo proposito, utilizzare i fondi destinati alla strana campagna pubblicitaria in atto, del costo di decine di migliaia di euro.
Sicuramente il ritorno in termini di immagine e di fidelizzazione della clientela sarebbe, per questa azienda pubblica, ben maggiore di quello derivante dalle inserzioni sui giornali e dai manifesti inutilmente affissi sui muri della città.
Un cordiale saluto
Angelo Bruno Protasoni
Cittadino gallaratese

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