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Le cattive compagnie ci sono sempre state

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27 aprile 2009

 Caro direttore,
ho letto quanto scritto da un lettore a proposito della drammatica morte di Dean Catic e dell’altrettanto drammatica vita dei suoi assassini.
Sicuramente gli adulti hanno molte responsabilità, ma io incomincio a fare fatica a gettare sempre la croce addosso alle famiglie, agli educatori, a tutte quelle persone insomma che certamente qualche colpa ce l’hanno, ma non sono loro ad armare le mani di soggetti psicopatici o disturbati psichicamente che ammazzano i loro coetanei.
A questi assassini in giovane età non concedo nessuna attenuante tranne, se fosse dimostrata, quella legata all’incapacità di intendere e di volere.
Tutti i genitori commettono errori, ripenso ai miei compagni di adolescenza e gioventù; a molti di noi ( a me per prima) non sono stati insegnati i valori secondo i quali "impostare" la vita, eppure a nessuno è mai passato per l’anticamera del cervello di uccidere un ragazzo e seppellirlo. Non eravamo santi, non eravamo eroi, i nostri sbagli li abbiamo commessi perchè eravamo persone normali, magari qualche eccesso borderline scappava, ma ci dava un limite, si sapeva fin dove era lecito spingersi e oltre quel confine non si andava.
Non lo diceva la mamma, non lo imponeva il padre, gli insegnanti se ne fregavano; ci arrivavamo da soli, cercavamo i "nostri" valori da soli.
Altri tempi?
Non del tutto perchè le tentazioni, le cattive strade, le brutte compagnie esistono da che esiste il mondo: la droga girava anche allora, in discoteca si facevano le ore piccole come oggi, si faceva sesso e ci si scazzottava, si andava forte in moto e si bigiava la scuola; molte famiglie erano disattente come oggi e fra gli insegnanti, scusatemi, c’ erano quelli stronzi come ci sono adesso. La classe politica, tanto per non tralasciare niente, non era tanto migliore di quella di adesso , erano i tempi del delitto Moro per capirci, c’era Sanremo alla TV come c’è adesso, della Chiesa so poco o niente perchè non la frequentavo. E allora?
Allora esiste la responsabilità individuale e chi ammazza PAGA, chi ruba PAGA, chi stupra PAGA, chi massacra di botte una persona PAGA.
Vogliamo che i nostri giovani siano responsabili? Trattiamoli come tali, invece di arrampicarsi sugli specchi per cercare il lato in fiore, non sempre dal letame nascono i fiori.

Roberta Lattuada

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