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Le chiusure natalizie frutto di una cattiva organizzazione

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13 dicembre 2013

Per garantire un diritto sacrosanto dei lavoratori si chiudono 80 posti letto.Ecco come siamo messi.

Salti di riposo, turni massacranti, ferie arretrate, eccedenze orarie, carenza di personale, carenza di posti letto,chiusura di posti letto, barellario, è questa la situazione in cui da anni versa l’Ospedale di Varese.
 
A farne le spese lavoratori e cittadini, i primi sempre più penalizzati dalle politiche di tagli della Regione dal mancato rinnovo del contratto nazionale fermo al 2009, dalla carenza di personale oramai cronica  e da un’aria irrespirabile di omertà dovuta alla paura che i lavoratori hanno non avendo negli anni oramai più nessuna tutela da parte di sindacati complici.
 
I secondi trovando sempre meno disponibilità verso i servizi, con liste d’attesa sempre più lunghe, costretti a rivolgersi al privato per avere prestazioni in tempi umani e nel Pronto Soccorso trovando un "Barellario" limbo Dantesco.
 
E cosi, dopo le fantasiose Descarge Room  e l’accordo sottoscritto con i sindacati complici, nulla è cambiato. Questa volta a farci riflettere sulla capacità di gestire un Ospedale sono le dichiarazioni del Direttore Generale Callisto Bravi, il quale è a capo di un’organizzazione Ospedaliera incapace di programmare le ferie annuali dei lavoratori e che si accorge a Dicembre che i lavoratori durante l’anno non sono riusciti a programmare le loro sacrosante ferie perché è cronica la carenza di personale e spesso vengono rifiutate e allora per permettere l’esercizio di un diritto dei lavoratori si inventa il "piano natalizio" che prevede la chiusura di 80 posti letto.
 
Eppure a novembre si è sbandierata l’apertura di 17 nuovi posti letto per risolvere il problema del barellario, tutto ciò è falso, quei 17 posti letto non sono altro che posti letto, che non si capisce perché non siano  stati RI/aperti subito dopo la chiusura estiva.
 
L’Unione Sindacale di Base si schiera ed appoggia i lavoratori dell’Ospedale di Varese  che rivendicano il diritto di lavorare in un’azienda con piante organiche adeguate e posti letto adeguati.
 
USB ribadisce, che, a fronte di una professionalità eccellente degli infermieri e di tutto il personale ospedaliero che per mantenere dei livelli di assistenza, di qualità e di professionalità fanno sacrifici sovraumani con ritmi di lavoro impossibili non si assiste allo stesso livello di impegno e sacrificio da parte della dirigenza ospedaliera.

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