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Le mie peripezie tra i test d’ingresso all’università

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14 settembre 2006

Egregio direttore,
Al presente Ministero dell’istruzione,
con l’intenzione di esprimere il totale dissenso rispetto alle modalità secondo cui vengono effettuate le selezioni che permettono, o meno, la possibilità di immatricolazione alle facoltà universitarie aventi accesso programmato.
Test di valutazione, basati su quesiti a risposte multiple di carattere prettamente nozionistico, sono esenti dal rappresentare un valido metro di giudizio rispetto alle reali potenzialità e all’effettiva preparazione di
uno studente.Risultano determinanti fattori, in primis la fortuna, ben lontani da ciò che concernono motivazioni, preparazione, capacità e potenzialità di chi vi si sottopone; non posso, non voglio, credere sia giusto privare, in base a tali incognite, un giovane della possibilità di crescere nella prospettiva di un percorso di studi in cui si rispecchi,in cui creda fermamente.
Un simile giudizio, mosso da parte mia nell’espressione della frustrazione, della delusione e della grande amarezza, suscitate dall’aver visto crollare inesorabilmente la possibilità di realizzare un percorso profondamente
sentito e desiderato, è stato espresso, in un’intervista rilasciata dallo stesso Rettore dell’Univarsità “La Sapienza” di Roma e trasmessa dalla RAI in data 6 settembre 2006, sostenendo la dubbia utilità di un test effettuato secondo tali modalità.
Sconcertante è il fatto che metri di giudizio più esaurienti siano utilizzati esclusivamente da università private (ne sono esempi l’Università Bocconi e il S. Raffaele di Milano), la quali considerano il precedente percorso di studi ed il risultato di prove più complete e
appropriate. L’importo delle rate annuali di tali sedi, tuttavia, risultano ovviamente proibitive per tutti gli studenti, le cui famiglie non dispongono delle possibilità economiche di sostenerle.
Ulteriore incongruenza è, inoltre, da rilevarsi nella volontà di rendere a carattere nazionale la prova di ammissione, che viene effettuata in
contemporanea in tutte le sedi statali; tuttavia è, allora, inspiegabile l’impossibilità di essere ammessi in base al proprio punteggio nelle graduatorie di altre università, il che permetterebbe l’immatricolazione alla facoltà secondo una successione di carattere nazionale. Data tale
impossibilità, invece, ritenendo come valida la modalità di valutazione del test, studenti che hanno ottenuto un punteggio più elevato si vedono scartati totalmente, mentre nelle università, anche della stessa regione,
sono immatricolati giovani aventi totalizzato un punteggio inferiore al loro. E’ inevitabile quindi essere costretti a ripiegare su una facoltà transitoria per “ritentare” il test l’anno successivo (il che non offre comunque alcuna garanzia di successo vista la struttura di questo).

In prospettiva di eventuali ripescaggi seguenti a rinunce, come aspirante studentessa di medicina (424esima secondo la graduatoria dell’Università Statale di Milano), confido in un poco di fortuna, anche se è veramente frustrante affidare a ciò il proprio futuro; ben cosciente che il voto 100 con cui sono uscita dal Liceo Scientifico Statale Elio Vittorini di Milano, ottenuto grazie ad impegno e costanza, risulta ora solo un numero di alcuna utilità e significato, che probabilmente essere stata ammessa all’Università Bocconi, in seguito alla manifestazione che ha dato modo alle scuole superiori di proporre i loro studenti più meritevoli come “Talenti” e alla facoltà di Medicina Veterinaria a nulla varranno contro la ferma volontà di provare a realizzare ciò che sento più simile a me.

Pregherei di fornirmi ulteriori informazioni sull’eventuale possibilità diessere ammessi nella graduatoria di altre sedi in cui per me, in base alpunteggio totalizzato nella prova di ammissione, sarebbe possibile
immatricolarmi e su possibili alternative che possano farmi accedere o avvicinarmi allo studio inerente alla facoltà di Medicina e Chirurgia in Italia.

Spero, inoltre, che sia presto attuata una riforma con l’intento di disporre di criteri di giudizio più attendibili, su ciò che determina il futuro dei giovani, in modo che passione ed impegno siano giustamente valutati.

In fede, distinti saluti

Carlotta Seravalli

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