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Le parole di Bossi sono incitamento alla guerra civile

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4 ottobre 2007

Egregio direttore,

questa la notizia apparsa sul Televideo-RAI del 29 settembre 2007 (ore 16.00, pag. 127), poi ripresa dalla stampa nazionale: «La libertà non si può conquistare in parlamento, ma con uomini lanciati in una lotta di liberazione».
Lo ha dichiarato, presente il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che non ha fatto una piega, il capo della Lega Nord, Umberto Bossi, a Vicenza, al parlamento del Nord. «Sarà necessario un attacco del Nord: io so di poter portare 10 milioni di padani e altrettanti veneti in piazza, disposti al sacrificio per una battaglia di libertà in un paese in cui non si può più cambiare la Costituzione con un referendum», ha poi aggiunto il sunnominato uomo politico, che ha così proseguito: «Ho fatto il ministro e ho capito che a Roma c’è un vero razzismo nei confronti dei popoli del nord».

Si tratta di un incitamento alla guerra civile: un reato gravissimo. Perciò domando:

1) che cosa aspetta la magistratura ad intervenire, applicando il Codice e la Costituzione?

2) che cosa aspetta il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad intervenire con la necessaria fermezza?

N.B.: si provi a immaginare che cosa accadrebbe se un uomo politico a sinistra invitasse a prendere i fucili contro i padroni che affamano il popolo, contro la Confindustria che detta la finanziaria, contro la Chiesa che continua a prevaricare e ad evadere le tasse…
Qualcuno direbbe che è un linguaggio colorito, da non prendere seriamente, o arriverebbero Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza? Eppure, basta difendere la dignità del lavoro e denunciare l’iniquità della legge 30 per essere accusati di complicità con i terroristi. Beppe Grillo, un comico, è stato ammonito che sarà ritenuto responsabile se “qualcuno poi spara” sull’onda delle sue parole. Un leader di un partito, un ex ministro, una persona che si candida a guidare di nuovo il paese parla apertamente di fucili e di rivolta e nessuno ha niente da eccepire?

Enea Bontempi

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