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Le radici, amare o commestibili, sono sempre radici

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25 novembre 2008

Egr. direttore,
dire che “le radici cristiane dell’Europa sono una boiata pazzesca” è una gran boiata. Definire una qualsiasi opinione una boiata pazzesca, senza uno straccio di motivazione salvo il fatto che abbia un gran (?) numero di consensi è di per sé una boiata pazzesca. Mi sembra ingiusto ed irritante per qualsiasi interlocutore. Ci vuole un minimo di buona creanza anche nell’insultare.
Che un’opinione sia condivisa da molti non conta un accidente: era opinione universalmente condivisa anche credere che la terra fosse piatta.
Bello invece il discorso sulla pianta e le sue radici, ovvero sull’Europa Occidentale e le radici cristiane.
Razionalmente suggerisco di cercar di capire quali innesti sono stati fatti alla pianta per ottenere frutti così diversi. Distinguerei anche il termine religioso da cristiano, mi pare siano due cose troppo diverse e non intercambiabili.
Le radici cristiane dell’Europa esistono, lo ammette persino il signor Madasi, anche se, secondo lui, non c’è da vantarsi dei frutti che hanno nutrito.
Storicamente è indiscutibile il fatto che l’Europa per molti secoli ha dovuto appellarsi al suo essere cristiana per motivi strategici: era alle prese con la tenaglia mussulmana che tentava di stritolarla. Il ciclo di re Carlo e dei Paladini ci ricorda che, ad ovest, i Mori erano arrivati ai Pirenei. La leggendaria invenzione dei croissant ci ricorda che, ad est, le truppe ottomane erano arrivate ad assediare Vienna. Dire che un mezzo millennio di resistenza “cristiana” alla pressione mussulmana non abbia lasciato tracce nel DNA degli Europei mi sembra francamente azzardato.
Concludendo non si può negare l’esistenza di queste radici, magari amare, perché se le neghiamo non vedo con che cosa sostituirle. A meno che qualcuno voglia provare a mettere il prezzemolo ( l’Euro ) al loro posto…….
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Con i miei migliori saluti

Alberto Gelosia

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