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Le sorti dell’ambiente dipendono dall’educazione

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4 aprile 2007

Gentile Direttore,

non posso che essere rassicurato dall’esito prodotto dalla mia precedente lettera riguardante l’incendio del Parco Pineta. Le dichiarazioni del Sindaco di Tradate Dott. Candiani e dell’attuale Presidente del Parco Dott. Clerici hanno dimostrato una coerenza e una visione comune finalizzata alla tutela del territorio. Di questo non posso che rallegrarmi sia come cittadino che come appassionato biker che in più di una occasione percorre i bellissimi sentieri del Parco nel massimo rispetto delle regole e della natura.

La mia preoccupazione era ed è rivolta alla crescente mancanza di sensibilità e rispetto verso il patrimonio naturale. Credo che in questi ultimi anni stiamo pagando il prezzo di una mancata istruzione e formazione scolastica in materia ambientale. La conoscenza del territorio non è mai stata oggetto di studio e solamente gli sforzi di volontari, associazioni private e ambientaliste hanno fatto sì che alcune realtà del nostro territorio emergessero dall’indifferenza generale. Nessuno può negare come in Lombardia a causa di uno sviluppo industriale incontrollato si sia diffuso un concetto di terra come merce di scambio e quindi bene monetizzabile. Questo sviluppo ha contribuito ad ridurre ulteriormente il concetto di tutela e rispetto del verde. Da questi concetti sono nati i miei dubbi su una possibile speculazione nel parco.

Nel mio piccolo cerco di far conoscere tutte le realtà agricole-boschive presenti sul nostro territorio a partire dal Parco Tenore Olona fino al Parco Pineta, passando per l’auspicabile neonato Parco 3 Castagni. Organizzo escursioni in bici per me e le persone più care ma devo ammettere che frequentemente il mio spirito propositivo si deve arrendere di fronte ad una spessa dose di menefreghismo e superficialità che sembra essersi impadronita di un numero crescente di individui.

Questo ennesimo attacco al Parco, che spero sia opera di “semplici” scellerati, ha riaperto una ferita nel mio animo, una ferita verso un territorio che nel corso della mia vita ho imparato a rispettare e amare. Sul versante opposto spero che questo ennessimo incendio smuova le coscienze dei cittadini che toccati così direttamente e vistosi minacciati in modo così diretto riescano a risvegliarsi da un preoccupante torpore innescato dagli attuali stili di vita dell’uomo tecnologico. I nostri paesi e borghi non devono essere utilizzati solamente come dormitori ma il cittadino deve vivere in sintonia con l’ambiente imparando a conoscerlo e quindi ad utilizzarlo in modo consapevole.

Solo così allora potremo andare a integrare con noi stessi le (poche) guardie forestali e i preziosi volontari che oggi garantiscono, con il loro duro lavoro e indomita passione, la tutela e la integrità di prati, boschi, animali e cascine.

Un sentito ringraziamento,

Felice Griffi

Felice Griffi

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