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Le studentesse della IV Herica scrivono al ministro

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20 novembre 2012

Gentilissimo Ministro Profumo,

    siamo studentesse dell’Istituto Tecnico per Periti Aziendali corrispondenti in Lingue Estere Nuccia Casula di Varese. Frequentiamo la classe IV He, e vorremmo farLe presente alcuni punti riguardo al Suo operato:
    partendo dal presupposto che Voi lavorate per noi, ci domandiamo quale sia la Vostra concezione di Scuola Pubblica.
    Probabilmente non leggerà mai questa lettera, nonostante sarebbe suo dovere, in quanto siamo stati proprio noi ad eleggerLa. Nel caso ci sbagliassimo, tanto meglio.
    Quando quattro anni fa abbiamo firmato l’iscrizione a questo Istituto, credevamo di poter frequentare una Scuola pubblica che ci avrebbe offerto pari diritti ed opportunità, oltre che un’istruzione decente e dei servizi

    adeguati alle nostre esigenze. Ma ci sbagliavamo! Vuole sapere qual è la nostra reale situazione? L’edificio in cui passiamo buona parte delle nostre giornate è lo stesso che ospitava i nostri genitori, con le stesse strutture, con l’unica differenza che consiste in pareti dipinte di un diverso colore.
    La Provincia ha fornito ad alcune classi privilegiate lavagne multimediali e tablet per “facilitare” lo studio. I nostri professori, pur desiderosi di insegnare, si ritrovano a dover lavorare in ambienti ostili, senza alcun supporto economico e morale. Vengono sfruttati applicando la scusa delle poche ore di lavoro, senza considerare tutti i compiti che devono svolgere al di fuori dell’orario scolastico. Dopo la Riforma, il nostro Istituto è stato interamente modificato, piano di studi e tutto il resto. Il nostro è l’ultimo anno del vecchio ordinamento; le classi che ci seguono si ritrovano a dover studiare tre lingue straniere in sole tre ore alla settimana, senza l’aiuto di insegnanti madrelingua che sono riservati solamente ai Licei Linguistici. L’insegnamento della Storia dell’Arte, fondamentale nel nostro Paese, è stato completamente abolito. Le ore di Geografia sono state considerate inutili, quindi tagliate, così come la Matematica, le cui ore sono state ulteriormente diminuite. I fondi per i viaggi di istruzione, utili per lo sviluppo culturale e linguistico degli studenti, sono praticamente inesistenti; i professori si rifiutano giustamente di organizzare gite, non essendo pagati per farlo. Dovrebbero assumersi l’onere di accompagnare una o più classi in viaggi di anche una settimana senza ricevere niente in cambio. Non ci sono fondi neanche per coprire le ore scolastiche in cui alcuni insegnanti per motivi personali o addirittura scolastici sono assenti; gli studenti vengono quindi abbandonati nell’aula completamente allo sbando, senza nessuno che se ne assuma la responsabilità.
    Pur avendo alcune lavagne multimediali e attrezzature francamente inutili, mancano beni primari quali carta igienica, pennarelli per le lavagne normali, servizi di pulizia e, nonostante il contributo versato da ogni alunno all’inizio del Periodo Scolastico mancano carte e cartucce per stampanti e fotocopiatrici. Non ci sembra di pretendere l’impossibile! L’Istruzione dovrebbe essere un diritto, non un privilegio. Esigiamo le stesse possibilità che persone economicamente più agiate possono ottenere in Scuole Private; dovrebbe essere scontato. Ci piacerebbe semplicemente farLa riflettere su questi punti e farLe trarre le sue conclusioni. In attesa di un cambiamento noi, insieme ad altre scuole della nostra Provincia, ci stiamo mobilitando con scioperi bianchi e manifestazioni. Ci rifiuteremo di seguire le lezioni fino a quando la nostra voce non verrà ascoltata e non ci verranno fornite risposte adeguate. Vogliamo dei fatti! Vogliamo un futuro in cui non saremo sempre l’ultima ruota del carro!
    Grazie per la Sua attenzione.
    Distinti Saluti,

La classe IV HErica

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