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Le tariffe di revisione

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18 ottobre 2007

Egregio direttore,
a distanza di dieci anni dall’apertura anche a soggetti privati delle operazioni di revisione obbligatoria dei veicoli a motore, è stato deliberato un aumento delle tariffe, ferme dal lontano 1999.
Da più parti si sente parlare di sicurezza stradale e di azioni possibili che le istituzioni dovrebbero intraprendere per migliorarla. Ci si riferisce di solito a precauzioni e a provvedimenti punitivi, che sarebbero utili per scoraggiare comportamenti pericolosi come la guida in stato di ebbrezza o l’eccessiva velocità. Parte degli incidenti stradali, però, vanno ascritti a cause tecniche e non a comportamenti di guida scorretti, cioè a difettosità dei veicoli dovute a scarsa cura da parte degli automobilisti.
Freni usurati, sospensioni scariche, gomme lisce, luci guaste, sono spesso causa di collisioni che potrebbero essere evitate semplicemente con della manutenzione preventiva. Soprattutto gli automobilisti e i motociclisti che si dedicano poco a tali cure, dovrebbero quindi guardare alla revisione obbligatoria come ad un’occasione utile per controllare periodicamente le condizioni del proprio mezzo.
Troppo spesso, invece, come dimostra la lettera del signor Mele, la revisione viene vissuta come una tassa tra le tante che siamo tenuti a pagare. E’ comprensibile, quindi, che la notizia dell’aumento tariffario delle revisioni, deciso dal Governo, venga accolta negativamente da molti automobilisti e motociclisti, ma è bene che essi sappiano alcuni “retroscena” poco noti.
A partire dal prossimo 20 Ottobre la tariffa delle revisioni per auto e moto passerà da 41,68 € (ripartiti in 25,82 € a favore del Centro di Revisioni e 15,86 € in tasse ministeriali e postali) a 64,70 € (ripartiti rispettivamente in 45,00 € e 19,70 €). L’aumento arriva dopo otto anni di tariffe invariate (e se in parte ripaga l’inflazione, a malapena ripaga gli ingenti investimenti in attrezzature, informatizzazione e formazione che sono stati imposti negli ultimi 5 anni ai centri di revisione) e tale “congelamento” ha contribuito nel frattempo a diffondere un certo malcostume tra i Centri di Revisione: il rilascio dell’attestato di idoneità alla circolazione anche a veicoli che in realtà non ne possiedono i requisiti. Pur di aumentare il traffico dei clienti e cercare di rendere redditizia un’attività molto dispendiosa e ormai poco remunerativa, parecchi Centri hanno infatti imboccato la strada della non-professionalità, trasformandosi da controllori tecnici, facenti le veci del Dipartimento dei Trasporti Terresti (ex Motorizzazione Civile), a “timbrifici” dove poter ottenere sempre un esito positivo dalle prove eseguite durante la revisione.
Le persone che tengono alla propria vita dovrebbero osteggiare questo atteggiamento criminale ed essere favorevoli a quei provvedimenti che puntano esclusivamente sulla serietà professionale come leva su cui agire per distinguersi ed attrarre il maggior numero di clienti. Ma il problema risiede anche altrove, perché, naturalmente, la “disponibilità” di alcuni Centri trae la sua ragione d’essere dal comportamento negligente di migliaia di automobilisti e di motociclisti compiacenti a cui della sicurezza stradale importa poco o nulla. Occorre diffondere presso gli automobilisti la cultura della revisione. Il richiamo ad un controllo tecnico del veicolo – la prima volta dopo 4 anni dall’immatricolazione e poi ogni 2 (in passato solo dopo 10 e poi ogni 5) – offre delle garanzie minime sulla sicurezza del veicolo che valgono ben di più degli attuali 64,70 €!
E’ auspicabile, peraltro, che lo Stato, grazie ai maggiori introiti derivanti dall’aumento anche della porzione di tariffa relativa alle tasse, voglia destinare in futuro maggiori risorse per intensificare i controlli sull’operato dei Centri di Revisione. Solo in questo modo si possono scoraggiare attivamente gli atteggiamenti opportunistici di alcuni operatori e di quegli automobilisti e motociclisti tra i loro clienti che, con grande miopia, guardano alla revisione come ad un’inutile spesa anziché come ad un’occasione importante per verificare l’integrità tecnica del proprio veicolo.
Per tutte queste ragioni, questo aumento tariffario è da considerare come un contributo fondamentale verso un miglioramento qualitativo dei veicoli circolanti, per una maggiore sicurezza di tutti gli utenti stradali.
Ad automobilisti e motociclisti l’invito è di spendere bene i loro soldi esigendo una revisione di qualità per il loro veicolo, perché, senza fare retorica, l’integrità propria e altrui vale certamente di più di 64,70 Euro.

Marcello Chiriacò

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