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Le tragedie sono volute?

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5 gennaio 2009

Egr. direttore,
sempre leggendo su MISMA l’appello della sig,ra Morgantini, ho rilevato una frase che fa pensare e tremare:
“Avete visto la paura e il terrore negli occhi dei bambini, i loro corpi spezzati. Certo, anche quelli dei bambini di Sderot, la loro paura non è diversa, e anche i razzi uccidono ma almeno loro hanno dei rifugi dove andare.”
Situazione tragica. Mi ha ricordato però la conversazione di parecchio tempo fa con un Sabra. Fra le altre cose mi raccontava di essere nato in un kibbutz, vista l’età dovevano essere gli anni ’40, e che spesso facevano a scuola in un bunker. La cosa mi ha dato da riflettere sulla situazione attuale a Gaza e sulla abissale differenza di pensiero fra Israele ed Hamas.
Se è vero che a Gaza c’è almeno il 50% di disoccupati, perché Hamas non li impiega per costruire bunker, o almeno ricoveri, per i bambini o per le donne?
Dobbiamo pensare che donne e bambini siano considerati mezzi di propaganda e quindi più utili da morti che da vivi?
Anche il precedente del divieto di evacuare feriti in Egitto porta a pensarlo.

Con i miei migliori saluti

Alberto Gelosia

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