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Leggerezze e prefetture

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9 aprile 2009

Egregio Direttore,
desidero esprimere tutta la mia solidarietà ai cittadini abruzzesi che stanno vivendo queste tremende ore di paura, di disagio, d’angoscia e di disperazione, in particolare per le persone anziane, i disabili, i bambini e per chi ha perso i propri cari.
Infiniti ringraziamenti ed elogi per tutti quelli che si stanno adoperando con sacrifici ed abnegazione nelle opere di soccorso, appartenenti ad organismi istituzionali e di volontariato.
Nel contempo mi viene spontanea una riflessione, anche se forse non è il momento di parlarne.
Ho notato uno strano, assoluto silenzio da parte di tutta la stampa, la TV ed i politici, sulla Prefettura dell’Aquila, sul Prefetto o, in sua assenza, sul Vicario o sul Capo di Gabinetto. E’ stato detto e si è visto che la sede della Prefettura è rimasta distrutta durante la prima, forte scossa sismica, e quindi si desume anche la sala operativa di protezione civile, ma quelle persone esistono e sono quelle preposte per i primi riferimenti in caso di pubbliche calamità.
Difatti, se si va sul sito internent “Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo – dell’Aquila” alla voce attività: emergenze e protezione civile si può leggere l’enorme quantità di competenze che la legge conferisce al Prefetto, ai dirigenti ed a quell’Istituto di Governo nel suo complesso. Come mai nessun’intervista e nessun riferimento ai succitati soggetti? Come mai nessun approfondimento sulla dichiarazione dell’ingegnere che, incaricato dalla Regione o dalla Provincia, aveva annunciato, nove mesi fa, il grave pericolo sulla staticità dell’immobile sede della Prefettura?.
Sarebbe utile sapere come e da chi fu scelto il sito ed i locali ove installare la sala operativa di protezione civile e ciò non solo per far luce su eventuali leggerezze e/o responsabilità, ma anche per consentire esperienza e controllo per le altre Prefetture.
Non vorrei, malauguratamente, che questo silenzio fosse ad arte per delegittimare ed eliminare le Prefetture, come alcuni politici predicavano nel recente passato. Ringrazio per l’attenzione e porgo distinti saluti .

Martino Pirone

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