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Libri e sconti non hanno niente a che fare con la cultura

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10 aprile 2011

Riteniamo di dover intervenire nuovamente sulla situazione della "cultura" a Saronno o meglio di quella categoria particolare di commercianti che sono i librai – che proprio in quanto tale non sono propriamente commercianti – e che con la cultura dovrebbero avere a che fare. Tant’è. E’ in atto a Saronno una vera e propria guerra a suon di sconti, iniziative pubblicitarie, promesse di eventi in attesa della Pasqua. Tale guerra ci lascia a dir poco perplessi. Se è vero che la logica imperante, anche nel mondo formalmente più elevato dei libri – diversi dai pomodori pelati ma ugualmente necessari alla vita – è quella dello sconto del supermercato o delle grandi catene di librerie, tale logica con la cultura non ha niente a che vedere. Serve a far fare cassa temporanea al libraio, a far fare soldi soprattutto agli editori più importanti, e a illudere il lettore. Una campagna sconti è sempre promossa dall’editore che ci perde ben poco.

Chi perde è il libraio che invece del solito 30% ha una guadagno circa del 12/15%. Eppure gli è utile per vendere di più in un dato momento. E il lettore? Il lettore, che per comprarsi un libro novità deve spendere cifre considerevoli – e questa è la vera vergogna su cui ritorneremo – si contenta di far approvvigionamento di libri sfruttando il periodo, trascorso il quale, non cambia nulla. I prezzi dei libri rimangono alti, la loro qualità – perlomeno nell’editoria italiana – sempre più bassa, e la libreria – non il supermercato – un luogo di difficile accesso. Questa logica ci fa paura perchè riflette la realtà che ci circonda ed il pensiero imperante. Ci hanno abituato ai grandi eventi, alle uscite straordinarie, alle promesse importanti che vengono puntualmente disattese e sono solo un palliativo per non far pensare, per distogliere l’attenzione dalla realtà e dalle sue problematiche. Ma la storia ci insegna: nell’antica Roma i giochi venivano utilizzati per divertire il popolo e fargli dimenticare la miseria. La logica che muove la realtà editoriale e libraria, ahimè, non si distacca da tutto questo.

Invece di unire librai, distributori, editori e lettori, in una battaglia di qualità per abbassare il prezzo del libro, perchè la cultura sia effettivamente alla portata di tutti, contro le superpotenze editoriali e i loro ingenti profitti – l’editoria è uno dei pochi settori che ha retto di fronte alla crisi – , invece di unirsi con le esperienze migliori della società in una forma di aiuto reciproco – noi lo stiamo ormai facendo da anni aiutando le associazioni: quelle costituite dalle mamme all’interno delle scuole così come quelle che aiutano il disagio psichico e fisico piuttosto che le tante Ong che lavorano per progetti a distanza – meglio far finta di cambiare tutto per non cambiare niente. Invece di pensare ai giovani, ai precari , a chi non ce la fa ad arrivare a fine mese – e in tal senso stiamo propronendo contratti rateali a misura di giovani e non – costantemente, non solo per 15 giorni, ecco che prevale la legge di natura, la salvezza individuale ottenuta con l’affondamento degli altri.

Alla fine cosa resterà se non un nuovo locale vuoto, pochezza culturale, pensieri e reazioni di pancia e luoghi comuni? La figura del libraio e il suo mestiere, il luogo fisico della libreria, può rappresentare all’interno di ogni comunità, un punto di riferimento ideale, soprattutto se lo si fa costantemente in sinergia. Di fronte alla logica individuale dello sconto – che la dice lunga sul significato sottinteso: apparentemente ti aiuto ma in realtà ti condanno all’essere isolato e, da solo, non potrai fare nulla se poi ti aumento il prezzo – noi pensiamo si debba contrapporre il lavoro comune, una proposta culturale che tenga conto delle aspirazioni ed esigenze migliori, anche per abbassare i prezzi dei libri o per contrastare il loro dilagare. Ci permettiamo di non pensare semplicemente all’oggi, al contingente, ma al futuro. Vorremmo che i tanti bambini che conosciamo possano godere veramente di un futuro migliore, anche e soprattutto dal punto di vista culturale. Perchè ne abbiamo veramente bisogno. 

Libreria Pagina 18, Saronno

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