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Licio Gelli in tv è gravissimo

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2 novembre 2008

Cara Varesenews,

la notizia l’avevo già orecchiata forse in televisione, ma questa mattina sono stato sorpreso dalla prima pagina del quotidiano gratuito milanese “Epolis” che titola: “Licio Gelli riappare in Tv”. Ne nascerà probabilmente il solito polverone tutto teso ad un utilizzo strumentale di certi argomenti, ma io non voglio sottrarmi dal dare un giudizio molto severo su questo tema.

Far condurre a questo signore una trasmissione televisiva è un gesto da irresponsabili, e questo non tanto perché Gelli è stato più volte condannato da tribunali penali, compresa la vicenda della bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano, bensì soprattutto perché costui ha dimostrato nel corso di tutta la sua lunga esistenza di avere una concezione del potere e della politica che sono lontanissime dallo spirito civico che le dovrebbe animare contribuendo, attraverso la proiezione distorta che ben riesce a trasmettere di se stesso, ad alimentare la percezione che la politica ‘reale’ sia e debba essere una cosa marcia, da farsi negli scantinati bui.
Per questo sono molto sorpreso della presunta partecipazione di Giulio Andreotti, uno cioè che è l’esatto opposto di Gelli, a questa serie di trasmissioni.

Che possa esistere una corrente per così dire ‘gellista’ della politica italiana, collusa con una parte della mafia e della peggiore chiesa, io non mi sento di escluderlo: quel che mi sento di escludere è che queste persone operino con spirito massonico o cristiano e che possano in una qualche maniera definirsi statisti. Sono solo la feccia di questo paese.

Che poi il signor Gelli si dichiari “fascista fino alla morte” o che sia stato amico di Peron non frega niente a nessuno: la sua presenza sugli organi di stampa fa solo bene alla sua immagine di ‘primadonna’ della politica sottobanco, immagine questa che probabilmente è molto lontana dalla verità; può dare fastidio a Berlusconi, a Costanzo, può dare qualche ingiustificato imbarazzo a Rita Dalla Chiesa, ma non ne dà a quanto pare a Cicchitto o a molte persone comuni come me. Certo però fa molto male al Paese ed ai suoi giovani, i quali hanno bisogno di buoni esempi da imitare. Il Sudamerica massonico e vicino alla politica che questo signore vorrebbe rappresentare nell’imaginario degli italiani è molto diverso da lui e dai suoi simili. Si chiama, solo per fare un esempio storicamente documentato, Salvador Allende.

Antonio di Biase

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