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Liste d’attesa in sanità: un problema che nessuno risolve

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13 febbraio 2018

Egregio Direttore,

leggo sul Suo giornale un bell’articolo firmato A.T. riguardante le liste di attesa nei nostri nosocomi e ambulatori locali.Dall’articolo si evidenzia che le liste di attesa variano da prestazione a prestazione. Alcune sono di mesi e mesi di attesa, altre di pochi giorni.

La cosa che mi ha colpito è il fatto che le attese più lunghe riguardano le visite e gli esami strumentali più importanti. Vedi una mammografia, vedi un eco-doppler, vedi una gastroscopia, una colon scopia.Vedi una visita chirurgica, gastroentereologica. Per non parlare di una visita fisiatrica.

Io non conosco la vera ragione di tutto questo, anche se lo posso immaginare, ma tutto ciò mi pone una domanda, nessuno fa niente per porre fine a tutto questo? Certo di promesse se ne sono fatte tante in passato, ma si sa in Italia le promesse, specialmente quelle fatte da tutti i politici, sono sempre state evase, mai mantenute.Nessuno, e sottolineo nessuno, fino ad ora, ha dato un segnale di cambiamento, andando, magari, a scovare le ragioni di tutto ciò e porre rimedio.

Quanti direttori generali sono transitati dalle nostre strutture sanitarie dal nostro territorio? E quanti hanno tentato di ridurre le liste d’attesa? E’ ovviamente un problema nazionale questo ma nessun ministro si è mai preso la briga di andare a vedere il perché e porre rimedio. Solo parole, progetti fallimentari. Io so che i problemi delle liste di attesa sono tanti,  ma almeno cercare di risolvere uno solo.  Niente di niente. Siamo in campagna elettorale e ovviamente siamo tutti sommersi da promesse irrealizzabili e fantasiose, solo ed esclusivamente per attirare voti poi tutto torna come prima se non peggio. A questo punto dico non andate a votare, tanto non cambia niente, ma questo è sbagliato perché non si fa altro che istigare il gioco dei politici che con una manciata di voti continueranno a fare quello che hanno fatto fin’ora. A questo punto chiedo a Lei Signor Direttore, che si fa? Io una risposta non c’è l’ho. Spero che Lei mi possa illuminare vista la sua alta qualità di conoscitore della politica e dei rapporti umani. Attendo risposta.

Marcello Chiriacò

Commenti

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  1. Scritto da carlo196

    Sarebbe interessante sapere quante visite per turno fanno i vari medici specialisti delle strutture pubbliche; quante ore per esempio fanno al giorno e quante visite.
    Idem per quanto riguarda i vari esami, sapere ad esempio quante ore “lavorano” certe apparecchiature (Tac, Risonanze, Ecografi ecc.).
    In un recente articolo di Milena Gabanelli è risultato che le strutture private riescono a guadagnare sfruttando le apparecchiature e con costi inferiori a quelli che la Sanità pubblica paga ai convenzionati.

  2. Scritto da giovannicarlo_cassani

    se ci sono medici disposti a fare qualche ora in più pagata perché non fargliela fare in questo modo si accorciano le liste di attesa anche per diminuire pazienti ,ma la direzione generale deve risparmiare perché lo dice un ministro della sanità ,ma tutti questi soldi dove li mettono hanno tasche molte fonde o li mangiano in pranzi e cene da mille e una notte ora alle prossime elezioni cambiamo poi vediamo .