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Lo sfacelo del trasporto ferroviario

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4 novembre 2008

Egregio direttore,

la società Trenitalia Regionale, del gruppo FS, in vista del nuovo orario che sarà varato il 14 dicembre prossimo, ha dato il via alla “battaglia d’ inverno”. Un’azione che vede come nemico unico il pendolare e l’utenza regionale in genere. Le Ferrovie dello Stato, giorno dopo giorno dimenticano le esigenze del “servizio pubblico”. Per quei dirigenti esiste solo il business, l’ Alta Velocità, la improbabile concorrenza con l’aereo, un maquillage tecnico-politico. Lauti stipendi ai vertici, liquidazioni d’oro ad amministratori delegati fallimentari che dopo aver abbandonato le FS hanno trasferito la vocazione ai fallimenti in altre aziende pubbliche.

I viaggiatori degli sgangherati treni regionali indispensabili per lavoro e studio, sono un popolo bue che disturba lorsignori. E allora via ai tagli, come accusa il consigliere regionale Stefano Tosi. Le FS, che dovrebbero gestire solo treni, ora vogliono incrementare la propria attività sul servizio di linea degli autobus SITA-SOGIN, pomposamente definito “Gruppo FS”. Sulla linea di Luino da tempo è già stata avviata la sostituzione che vede percorrere 80 km in due ore da Gallarate a Luino. E tutto lascia supporre che il servizio “ferroviario” su strada aumenterà ancora, con il beneplacido della Regione. I treni costano troppo. Bisogna pagare “le tracce” a RFI ed allora Trenitalia, cui è consentito di operare in regime di monopolio (alla faccia delle liberalizzazioni) preferisce viaggiare sull’asfalto, una infrastruttura a costo zero (per le strade pagano Anas o Provincia, cioè tutti noi), facendo sferragliare bus più antidiluviani dei treni. Se poi, come avvenuto giorni fa a Luino, nelle prime ore del mattino si sopprimono treni pendolari, Trenitalia lascia tutti a terra senza bus sostitutivi.

In tutto questo squallore si staglia l’assenza di iniziative della Provincia e dei sindaci tutti della linea Luino-Gallarate. Il territorio luinese annovera assessori e consiglieri provinciali che non muovono un dito per questo degrado. Per la Provincia di Varese esistono solo Malpensa, le pedemontane, le rotonde e quell’ araba fenice chiamata Stabio-Arcisate, sottraendosi alla difesa del trasporto su rotaia. Altre amministrazioni provinciali come Cremona, Milano, Bergamo, Lodi sono da sempre sul piede di guerra insieme all’utenza per difendere il sacrosanto diritto ad un servizio pubblico decente. E la Regione?

Giovanni Mele - Luino

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