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Lo spostamento dell’Addolorata, con gli occhi di un bambino

primaria addolorata varese
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19 maggio 2017

“Mamma è successa una cosa bruttissima….la mia scuola chiude!” ( la primaria Addolorata si sposta alla Mazzini). Ecco come la vede un bambino da laggiù. Un mondo di grandi che gli chiudono la scuola. Ma i bambini non hanno schieramenti politici, non capiscono cifre e bilanci, non sanno chi è il sindaco o l’assessore, non si preoccupano del prescuola del doposcuola o della mensa. Quello che a loro interessa è il loro piccolo mondo fatto di ritualità nel quale si sentono sicuri, accuditi, guardati e ascoltati. Per loro l’ingiustizia è non poter stare svegli fino a tardi o non usare il tablet, per loro contano i legami, gli affetti, l’amicizia, il supporto, i loro oggetti e i loro luoghi.

E noi adulti cosa facciamo? Ci occupiamo di tutto ciò che è pratico,  di quanto andiamo a risparmiare senza l’affitto di quella scuola, di come ci varia l’organizzazione quotidiana, di quanto andremo a pagare di più i servizi scolastici e di litigare.
“Mamma ma poi le Madri rimangono sole o si occupano di altri bambini?” Anche di questo si preoccupano i bambini perché di qualunque religione siano le Madri hanno svolto e svolgono un ruolo importante per i bambini sostituendosi a noi se uno di loro cade e si fa male,  se piange per un litigio con un compagno, preoccupandosi se qualcuno non mangia o non sta bene o aiutandoli a capire le regole, cos’e l’impegno, il rispetto e quanto sia importante aiutare chi è più sfortunato e debole.

E allora chiediamoci: ai bambini, al loro desiderio, ai loro legami affettivi e al loro bisogno emotivo chi ci pensa?
Il compito degli adulti, genitori e istituzioni, non dovrebbe essere quello di salvaguardare il loro benessere, il loro equilibrio e il loro piccolo mondo? Sarebbe stato tanto importante fermarsi a guardare con gli occhi di un bambino prima di decidere e agire.

                   Una mamma preoccupata

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