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Luce è una voce che non può essere spenta

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28 aprile 2007

Gentile Direttore,

raccolgo al volo il tuo appello per esprimere quanto le intenzioni di mettere a tacere una delle voci più autentiche della nostra provincia mi turbi.

Come Ombretta Diaferia, che a metà degli anni ottanta ha potuto iniziare a sperimentare la sua penna proprio su Luce, vorrei segnalare che è stata una delle testate che meno mi hanno condizionata nell’espressione.

Come “donna di comunicazione”, che da vent’anni si occupa di portare alle redazioni informazioni, vorrei esaltare l’opera di una testata unica nel suo genere, ma, soprattutto, in provincia per l’approccio “etico” e “indagatore” con gli uffici stampa. Non mi è mai capitato di rapportarmi su tutta la nazione con una redazione che, a ricevimento delle informazioni, abbia subito fatto seguire una telefonata dove si chiedeva esplicitamente chi, cosa e perché stavo promuovendo e se oltre alla cartella stampa si poteva contare anche su un’intervista, in cui poi il giornalista sviscerava ogni aspetto, dopo aver personalmente e accuratamente ricercato informazioni altre da quelle che stavo sottoponendo.

Come fondatrice di abrigliasciolta, che dal 2004 ha potuto contare e conta tutt’oggi sulla seria collaborazione del settimanale cattolico, vorrei ringraziare il lavoro di questa redazione, che ha sempre puntualmente ricercato le informazioni presso di noi e non si è mai fermata alla mera trasposizione di un comunicato stampa, ma ha sempre cercato di scavare a fondo nelle notizie che inoltravo, arrivando addirittura ad essere presente alle nostre iniziative dalla nascita per capire il “perché” le facessimo ed il “cosa” cercassimo di diffondere. Cosa ormai rara in un mondo, dove le figure professionali vengono tramutate in meri impiegati dell’informazione.

Come cittadina, che da quarant’anni solca difficoltà ed evoluioni di questa realtà provinciale, vorrei esprimere tutto il mio rammarico per il declino globale dell’informazione: ormai non è solo un mero strumento di controllo politico-sociale, ma un’industria economica, in cui l’altra prospettiva non viene mai ventilata, ma si compongono notizie falsate che celano l’altra faccia, la vera faccia della notizia.

Ho sempre acquistato Luce per comprendere appieno cosa stesse accadendo nella mia città natale, sia durante i lunghi periodi spesi fuori dalle ideali mura dell’ultima provincia del profondo nord, sia nei momenti in cui ho operato in questo territorio da me visceralmente amato.
Non mi è mai stata offerta occasione di negare questa mia idea: argomenti sociali, politici, culturali sono sempre stati approcciati in maniera seria, svelando tra le righe senza clamore da “notizia” o “scoop” quale altra visione potesse offrire quel dato tema. Sono sempre stata poco attenta, invece, a quell’etichetta di settimanale cattolico, grazie al quale Luce ha potuto operare slegato dagli interessi varesini, attraversando gli avvenimenti e rimanendo l’unico giornale veramente indipendente nella sua essenza.

Spesso mi sono ritrovata a dire “se mi sento rappresentata da una testata che vanta le sue vendite nelle parrocchie, forse devo rimettermi in discussione”. Ma se pur quest’aspetto apre questioni personali, non lo tralascio. Io compro Luce in edicola, sostenendolo nel mio piccolo. Forse perché fu la mia adorata maestra ad avvicinarmi all’unico organo d’informazione indipendente di Varese e le sarò sempre grata, perché tra i suoi insegnamenti brillano quelli di libertà, rispetto del prossimo nostro e senso civico acceso.
Tutte caratteristiche che la voce di Luce ha perseguito offrendo l’altra faccia del potere, dell’economia, della cultura e della società con un’umiltà degna della più grande umanità.
A cui non sono disposta a rinunciare per mere ragioni di “copie vendute in edicola”.

Ti ringrazio Marco per aver lanciato quest’appello a cui tutti gli attori del mondo della comunicazione, informazione, cultura, politica, economia e della società civile non si devono sottrarre.
Nel rispetto di quel prossimo nostro, senza il quale resteremo dei meri animali senzienti.

Ombretta Diaferia

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