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Ma Trapani ha avuto davvero i danni della guerra in Libia

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6 settembre 2011

Egregio direttore,
il Sig. Reguzzoni fa bene a difendere il proprio territorio, ed ha completamente ragione quando fa notare che i 10 milioni per compensare la comunità trapanese non dovrebbero tutti provenire dai bilanci delle altre comunità che ospitano sedimi aeroportuali.

Questo premesso, la comunità trapanese è praticamente l’unica comunità italiana ad avere sofferto in maniera pesante gli effetti economici dell’intervento in Libia.
L’improvvisa chiusura al traffico civile di Birgi, oggi parziale ma inizialmente totale, ha avuto effetti nefasti sulla stagione turistica della zona, e sembra purtroppo che continuerà ad averne anche dopo la fine dell’intervento militare ed alla totale riapertura dell’aeroporto al traffico civile: solo per fare un esempio, lo scorso inverno Ryanair aveva basato 3 aerei a Birgi, mentre quest’inverno sembra ne baserà soltanto 2 (l’investimento su Birgi è chiaramente diventato più rischioso!).

In questo contesto, i 10 milioni promessi dal governo centrale a Marzo, dopo una forte protesta popolare, e che non sono ancora arrivati, sono né più né meno che un palliativo.

Una volta che la comunità trapanese si è dovuta fare carico di questa situazione (e non dimentichiamo anche della tendopoli di Chinisia!), pare logico che debba essere in qualche modo almeno parzialmente ristorata dal resto del paese, in nome e per conto del quale ha dovuto subito ingenti gravi economici.

Altri politici dell’area del Sig. Reguzzoni hanno cercato di fare il confronto con il dehubbing di Malpensa, ma il confronto non regge. Il dehubbing è frutto di decenni di scelte politiche ed imprenditoriali sballate e sbagliate, scelte sia da parte centrale ma soprattutto anche da attori lombardi, e non è stato certo imposto per nome e per conto del paese, la partecipazione ad un intervento militare è tutt’altra cosa.

Quei soldi non vanno certo presi dai bilanci dei comuni sedi di aeroporti, ma certamente di quelle spese si deve far carico l’intera comunità nazionale, da Trieste a Trapani, da Varese a Lecce, in maniera equa.

Cordiali saluti,

Alessandro Riolo

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