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“Malnate non è sicura”

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23 settembre 2011

 I fatti recentemente accaduti non sono altro che la più limpida e chiara testimonianza di quanto avevamo denunciato poche settimane fa, di una città che sta cadendo nel degrado più totale che non solo provoca una brutta immagine, ma mette paura anche ai cittadini che, infatti, preferiscono restare in casa e indifferenti a ciò che le succede intorno.

Mi ha particolarmente toccato questa vicenda poiché il protagonista coinvolto è un mio coetaneo e purtroppo, tutti noi giovani sia chi frequenta la movida e sia chi si limita a uscire da casa anche solo per andare a scuola, siamo testimoni di questo mondo.

Infatti, i sondaggi che ho personalmente fatto in alcune scuole della provincia di Milano e di Varese riferiscono che già in terza superiore il 100% degli studenti di una classe di circa trenta persone si sono trovati di fronte a sostanze stupefacenti e il conseguente scambio.

Ciò non significa che i giovani siano tutti drogati, o tutti a favore dell’utilizzo di queste sostanze come spesso viene generalizzato, ma difatti chi è CONTRARIATO DA TUTTO CIò si trova in gran disagio con le mani legate, senza poter far niente per la paura di subire ripercussioni in caso di lamentele o di denuncie.

Questo meccanismo che accomuna giovani e adulti, è conseguenza del fatto che i cittadini non si sentono sicuri nella propria città, a Malnate questo disagio si è percepito limpidamente ed è analizzabile da tutti leggendo le dichiarazioni riportate dai giornali che alcuni ragazzi hanno rilasciato direttamente ai carabinieri, cioè tutti conoscono chi spaccia e dove ma allo stesso tempo nessuno ha avuto il coraggio di far sapere! Per questo non si può certo attaccare la gioventù ma piuttosto il meccanismo di com’è gestita la sicurezza nel territorio, in maniera talmente insufficiente da far sentire i cittadini isolati e non protetti, costretti a comportarsi come le tre scimmiette sagge “mizaru”, “kikazaru” e “iwazaru” i cui nomi significano “non vedere il male”, “non sentire il male” e “non parlare del male”.

Sono state ormai raggiunte situazioni imbarazzanti alle quali bisogna mettere un freno concreto, la Giunta Damiani aveva individuato le zone più critiche sulle quali bisognava intervenire come il parchetto di Rovera a fianco della scuola materna: non ci si scandalizzi se si trovano preservativi usati per terra perché sono all’ordine del giorno, oppure il “campetto” di viale delle vittorie dove tra un tiro e l’altro si fa anche canestro, oppure il “ponte blu” che passa sopra la ferrovia che unisce via Milano con la Briantea, e come effetto deterrente erano stati incentivati i controlli della Polizia Locale e Carabinieri organizzando anche pattuglie notturne. In passato avevamo già denunciato la situazione sicurezza e il Sindaco aveva rilasciato risposte evasive, le giustificazioni dei fondi scarsi non reggono più, perchè le risorse fin adesso erano le stesse degli ultimi anni, mi chiedo come si procederà in futuro quando entreranno in vigore anche i tagli previsti dalla manovra, col presupposto evidente che non si è stati in grado di assicurare la sicurezza fin’ora, il futuro mi fa veramente paura. Basta le scuse evasive dell’amministrazione si faccia qualcosa di concreto, doveva essere la città dei bambini, non la città dei drogati!

Marco Damiani

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