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Malpensa: qualcuno ammetterà gli errori?

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8 gennaio 2009

Caro direttore,

con semplice onestà intellettuale il signor Giuseppe ammette oggi di essersi sbagliato ad unirsi, oltre un anno fa, al coro delle critiche al Governo Prodi che aveva avviato la vendita di Alitalia ad Air France.
La sua lucida analisi spiega bene come sono andate e come stanno le cose.
Tanto per rinfrescarmi la memoria sono andato a vedere cosa si diceva allora sui giornali e su Varesenews del 5 marzo ho trovato questa dichiarazione di Veltroni: «Le vicende di Alitalia e di Malpensa devono essere separate, serve gradualità. Dobbiamo aiutare Malpensa a decollare, gli slot di Alitalia che possono essere occupati da altri devono essere liberati e Malpensa deve poter accedere a tutte le offerte».
E’ il caso di trascrivere anche ciò che dicevano con dichiarazioni roboanti Belusconi, Formigoni, Bossi, Reguzzoni e altri leader del centrodestra (unica eccezione un po’ prudente il solito Maroni)? Non è necessario, perché furono talmente ripetute e amplificate da giornali e TG che nessuno può averle scordate. Una tra tante era questa: “Privare la Padania, ovvero la parte produttiva del Paese, del suo hub internazionale in un momento di economia globale – ha tuonato il vicepresidente leghista del Senato, Roberto Calderoli – significa privarla della possibilità di svilupparsi e mettere così in ginocchio tutto il Paese».
Ora mi domando se esiste in natura un esponente del centrodestra che, come il signor Giuseppe, sappia ammettere, non dico di essersi sbagliato, ma almeno di non aver colto e rappresentato agli elettori il quadro corretto della realtà.

Attendo con fiducia

PS: Passata la buriana si dovrà poi discutere anche di cosa sia il famoso Nord e come si rappresentano al meglio i suoi interessi. Per intanto ammettiamo che nessuno è infallibile e ne ha l’esclusiva e ricordiamoci che su Malpensa una politica lungimirante non dovrà più eludere i tanti problemi accantonati, non ultimo quello ambientale.

Roberto Caielli

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